Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Week-end di fuoco per Conte. Intanto le scuole non riapriranno a maggio

redazione

In Italia la situazione è ancora troppo pericolosa per pensare di riaprire le scuole. Lo afferma la ministra per la Pubblica istruzione, Lucia Azzolina. “Il Governo a giorni prenderà una decisione – spiega la ministra -. Ma con l’attuale situazione sanitaria ogni giorno che passa allontana la possibilità di riaprire a maggio. Significherebbe far muovere ogni giorno oltre 8 milioni di studenti”. “Scegliere di seguire un principio di cautela, come consigliato dalla comunità scientifica – aggiunge -, è una decisione molto politica. E non affatto scontata. Solo ieri ci sono stati altri 525 morti. Non cancelliamo gli sforzi fatti finora”. Mettere a punto la nuova “manovra” in vista del decreto aprile e impostare la fase 2, cercando di arginare il pressing delle Regioni, soprattutto del Nord, per una accelerazione della riapertura. Si prospetta un fine settimana di lavoro per il premier Giuseppe Conte e il governo, che deve stringere i tempi per le nuove decisioni da prendere per la gestione dell’emergenza coronavirus. Dopo la Lombardia di Attilio Fontana, altri governatori sono scesi in campo per chiedere di uscire, almeno parzialmente, dal lockdown: Luca Zaia per il Veneto, Alberto Cirio per il Piemonte, ma anche la Sicilia di Nello Musumeci, che non vuole andare oltre il 3 maggio. Per questo Conte ha chiesto a tutte le amministrazioni regionali di avere un quadro e condividere con il governo eventuali scelte di riapertura. “Il vero tema – ha detto Zaia – è tenere tutto chiuso e morire in attesa che il virus se ne vada oppure puntare alla convivenza?”. Per il premier occorre evitare assolutamente che le Regioni vadano in ordine sparso e che le decisioni non siano ponderate a sufficienza, con il rischio di far ripartire il virus. Per questo tra sabato e domenica sarà riunita la cabina di regia, di cui fanno parte anche i rappresentanti degli enti locali, per cercare un punto di convergenza e contenere le spinte centrifughe. Conte vorrebbe arrivare con qualche prima indicazione della task force di Vittorio Colao, che tornerà a riunirsi venerdì mattina dopo che in giornata il lavoro è proseguito per sottogruppi. Il premier sa però che, al di là degli aspetti tecnici, il problema da risolvere è anche, se non soprattutto, politico dato che intorno alla gestione dell’emergenza della crisi da parte del leghista Fontana è in corso un braccio di ferro con Salvini, reso più acceso dalle inchieste e dalle ispezioni avviate dalla magistratura e dallo Stato. Se la Lombardia decidesse di riaprire, ha ricordato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, “esiste anche la possibilità di avocare dei poteri utilizzando un articolo della costituzione, il potere in materia sanitaria”. Un conflitto istituzionale che però il presidente del Consiglio vorrebbe evitare. L’esecutivo entro il week-end dovrà però chiudere anche la fondamentale partita delle risorse da destinare al decreto aprile, che conterrà nuove misure per il sostegno e il rilancio dell’economia, ma anche interventi per sostenere le fasce più deboli della popolazione, come annunciato da Conte. Lunedì alle 10 è convocato il Consiglio dei ministri per dare il via libera al nuovo scostamento di bilancio. La relazione dovrà essere trasmessa entro martedì al Parlamento, con il voto già fissato per mercoledì al Senato e venerdì alla Camera. L’ipotesi su cui starebbe lavorando il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sarebbe quella di un nuovo ricorso al deficit superiore all’importo autorizzato dal Parlamento per il Cura Italia, che era stato di 25 miliardi di euro.