Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Voto all’estero – Per Schiavone (Cgie): cambiare le modalita’

redazione

– “La bassa partecipazione al voto per il Parlamento europeo degli italiani residenti nei Paesi Ue segnala un sistema di voto che non funziona. Non si tratta solo di disinteresse e scetticismo verso le istituzioni europee”. Lo afferma Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Da tempo – sottolinea Schiavone – il Consiglio generale degli italiani all’estero incalza i governi di turno a riconsiderare le attuali modalità del voto europeo per i nostri connazionali all’estero. Per favorire l’interazione dei cittadini residenti nell’UE con le istituzioni locali e nazionali dei nuovi paesi d’insediamento e rafforzare lo spirito della cittadinanza europea, è indispensabile agevolare la loro partecipazione nelle scelte delle rappresentanze ed, eventualmente, sopprimere il voto per le liste del paese d’origine”. In ogni modo, prosegue il segretario generale del Cgie, “entro il 2025 anche l’Italia dovrà adeguarsi alla direttiva europea, che prevede la partecipazione elettorale degli europei all’estero già per il prossimo rinnovo del parlamento europeo mediante il voto per corrispondenza o telematica. Per quell’appuntamento l’Italia dovrà decidere come far partecipare i nostri connazionali residenti nel Regno Unito, in Svizzera e in altri paesi europei non membri dell’Ue”. L’esito di queste votazioni “dovrebbe spingere il governo a calendarizzare la riforma elettorale nella circoscrizione estero – prosegue Schiavone -. Il Cgie ha già formulato proposte di modifiche legislative ed è già pronto a far la sua parte sia quando il dibattito sulla riforma costituzionale tornerà nelle aule parlamentari in estate, sia in merito alla riforma delle modalità di voto annunciata dalla commissione Affari costituzionali per la fine di giugno.