Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Una strategia nuova per il contenimento dei cinghiali

di Lorenzo Peluso

Il territorio del basso salernitano vive da troppo tempo nell’impossibilità di fronteggiare l’emergenza cinghiali. La situazione è fuori controllo e necessità di un intervento immediato. Non vi è dubbio alcuno. La presenza degli ungulati nel territorio italiano è devastante. Non è più una questione di tutela di una specie animale ma di tutelare l’esistenza stessa di intere comunità che rischiano, con l’abbandono delle terre e delle coltivazioni, di scomparire. Lo spopolamento è anche il risultato di questa costante aggressione al territorio e della sfiducia di coloro che ancora ci provano a restare, almeno nel mondo agricolo. E’ una costante, da nord a sud del Paese, la denuncia quotidiana di danni da fauna selvatica, di incidenti stradali per la presenza di cinghiali. Occorre ammettere che la strategia nazionale adottata per il contenimento dei cinghiali è stata un fallimento. A poco serve comprendere ora di chi sono le responsabilità; quel che necessità con urgenza è l’azione immediata. Per quanto dura possa apparire la soluzione, è l’abbattimento senza limitazioni a poter offrire una risposta accettabile. Non è più tollerabile la presenza di cinghiali nelle città, Roma, Salerno, Gorizia, Treviso; nei piccoli borghi delle aree interne, insomma ovunque. L’esasperazione della gente non può essere trascurata. Un caso su tutti quel che accade nel Cilento da alcuni anni. La presenza e le attività dei caccia-selettori del Parco del Cilento non hanno prodotto risultati, nonostante i numeri presentati dal Presidente  del Parco del Cilento Tommaso Pellegrino che certo non è insensibile al problema. L’emergenza che sta vivendo i territorio del basso salernitano impone l’adozione di misure urgenti per il ripristino degli equilibri ecologici del territorio. Sarebbe utile che il Prefetto attivasse un tavolo tecnico con la Regione Campania, la Provincia di Salerno, i sindaci del salernitano, l’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, la ASL Salerno, il Comando provinciale dei Carabinieri, al fine di stilare una direttiva urgente tesa ad autorizzare i prelievi faunistici ed abbattimenti selettivi necessari per ricomporre squilibri ecologici nei comuni del salernitano. Riconoscendo che la caccia di selezione non è attività venatoria, bensì attività venatoria programmata. Quindi magari è necessario che venga adottata una direttiva che autorizzi l’abbattimento e lo smaltimento di un numero indefinito di ungulati sul territorio  fino al riconoscimento di uno stato di equilibrio ecologico che metta al centro le necessità della specie umana, innanzitutto, che dovrà essere garantita nel prosieguo delle attività antropiche legate al mondo agricolo. Tale provvedimento dovrà essere teso a ridimensionare la struttura della popolazione al fine di ricreare quell’equilibrio della fauna selvatica presente nel territorio.