Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un attentato terroristico sciita responsabile della strage di Beirut

di Lorenzo Peluso

Diviene una tragica realtà, il sospetto dei primi istanti, che quell’esplosione che ha devastato Beirut potesse avere una matrice terroristica. Fonti di intelligence forniscono elementi nuovi e chiari che individuano in una fazione sciita libanese gli organizzatori dell’attacco al porto di Beirut che ha causato la strage di martedì. Il commando avrebbe scatenato l’inferno usando almeno 25 inneschi incendiari al fosforo bianco. Per poter agire hanno avuto un aiuto fondamentale da parte di complici del porto di Beirut. E forse proprio per questo motivo il governo ha fatto arrestare alcuni dipendenti della struttura. Il commando subito dopo aver piazzato gli inneschi che hanno generato l’incendio doloso sono fuggiti dalla città e si sono dileguati lungo il confine tra Libano e Israele, nella zona dove opera la fazione sciita che ha organizzato l’attentato. Non è chiaro se gli attentatori erano a conoscenza della quantità di nitrato d’ammonio presente e del fatto che ci fosse anche un arsenale in uno dei magazzini. Forse l’esplosione è andata ben oltre le loro intenzioni. E’ di almeno 137 morti e 5.000 feriti il nuovo bilancio, ancora provvisorio della strage. Tra i feriti anche un militare italiano del contigente UNIFIL. “Ricordo un boato fortissimo, indescrivibile. Gli avvenimenti si succedevano molto velocemente, subito dopo l’esplosione c’è stato qualche attimo di smarrimento perché era del tutto imprevisto, ma ringraziando il Signore stiamo tutti bene”. Così Roberto Caldarulo, il caporalmaggiore dell’Esercito italiano rimasto lievemente ferito nell’esplosione, racconta i drammatici momenti dell’accaduto. “Abbiamo fatto subito un controllo tra noi per vedere se qualcuno stava peggio degli altri, ma tutto bene – sottolinea – Io l’ho visto dopo che avevo un po’ di sangue nella mano, ma niente di trascendentale. Ci siamo rasserenati e uniti in un punto di raccolta più sereno e ci siamo calmati”. “La cosa che ci preoccupava e ci preoccupa ancora e speriamo tutto evolva per il meglio è per la popolazione“, continua il caporalmaggiore dell’Esercito italiano: “Noi siamo stati veramente fortunati e tante persone purtroppo no”. “Per noi era una normale giornata di lavoro, stavamo preparando tutto ciò che serviva per la prossima attività”, ha detto ancora Caldarulo aggiungendo: “I soccorsi sono stati quasi tempestivi nonostante le strade non erano al massimo della praticabilità. E’ stato bello vedere la colonna del contingente italiano di Unifil quando sono venuti a prenderci. Siamo arrivati in base verso l’alba, vedere l’alba è l’inizio di un nuovo giorno”. L’esplosione è stata “improvvisa e inaspettata” e “oltre a essere stati fortunati, siamo stati anche coesi, lucidi. Ognuno ha chiamato le proprie famiglie e colgo l’occasione per rasserenare tutti: stiamo bene, non vi preoccupate”, ha affermato ancora il militare.