Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Traffico internazionale di rifiuti a Salerno, 69 misure cautelari

redazione

Nel porto di Salerno operava “una società di servizio illecita” asservita ad associazioni nazionali e transnazionali, che si sarebbe occupata anche di traffico internazionale di rifiuti. A sostenerlo sono la Procura e la Guardia di Finanza di Salerno che all’alba hanno eseguito 69 misure cautelari (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure di interdizione dall’esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio) nei confronti di 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, un dipendente amministrativo in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno, un militare della Guardia di Finanza e 10 soggetti privati. “Le indagini hanno consentito di ricostruire almeno quattro attività illecite che hanno visto protagonista una serie cospicua di dipendenti dell’ufficio doganale di Salerno”, ha spiegato il procuratore Giuseppe Borrelli, illustrando in videoconferenza i dettagli dell’inchiesta “Tortuga”, nella quale risultano indagate complessivamente 87 persone. Il reato di traffico internazionale di rifiuti viene contestato a due spedizionieri doganali e sette cittadini africani. Proprio nell’ambito di queste specifiche indagini sono state sequestrate oltre 60 tonnellate di rifiuti – speciali e non – oltre a 1000 pannelli fotovoltaici e 1000 accumulatori di energia elettrica, di provenienza furtiva, destinati al continente africano. L’inchiesta scatta nell’aprile 2018, dopo una segnalazione dell’Olaf, l’ufficio europeo antifrode, circa un presunto contrabbando di tabacco per narghilè che da Salerno raggiungeva il Marocco. Gli accertamenti hanno consentito di scoprire che il carico, oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, registrato fittiziamente in uscita grazie alla complicità di funzionari doganali, in realtà era finito sul mercato illecito provocando un’evasione dei diritti doganali da circa un milione e 200mila euro. Dalle indagini, durate quattro mesi, che si sono avvalse di intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono emerse anche omissioni anche da parte dei vertici dell’ufficio doganale – del direttore ad interim e del vicedirettore dell’ufficio delle Dogane – i quali, malgrado fossero a conoscenza delle indagini, ha sottolineato Borrelli, “hanno continuato a offrire tutela a comportamenti illeciti”. Ma l’inchiesta ‘Tortuga’ ha fatto luce anche su 53 episodi di illecita appropriazione di merci e di generi di consumo, anche di scarso valore economico, dai container stoccati nel porto. Alcuni funzionari, inoltre, in cambio di “mazzette” avrebbero eseguito – ma solo fittiziamente – controlli amministrativi e sanitari sulle merci. Tra i 69 destinatari dei provvedimenti figurano anche un finanziere, un dipendente amministrativo della Procura di Salerno e due avvocati: il primo, in concorso con un funzionario doganale, avrebbe attestato fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportate ma in realtà mai transitate nel porto. Gli altri, sempre secondo i pm, avrebbero eseguito accessi ai sistemi informatici per divulgare dati riservati ai funzionari doganali che temevano di essere indagati.