Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Traffico aereo in aumento, in Italia low cost piu’ forti

redazione

In Italia nel 2016 il traffico aereo ha seguito il trend europeo, con un aumento del 4,8% dei passeggeri transitati nei nostri scali, ma nel nostro Paese l’incidenza delle compagne low cost è nettamente superiore a quello della media continentale, toccando il 50%: colpa della situazione di Alitalia, del grande numero di scali italiani e di una mancanza di un vero e proprio hub nazionale? Secondo il presidente dell’Enac Vito Riggio “se è vero che il modello di business introdotto dalle compagnie low cost ne ha determinato il successo in tutta Europa, è singolare come in Italia la percentuale di traffico operata da questi vettori è significativamente superiore a quella registrata in Europa. circa il 50% a fronte di una media del 32%, Altro aspetto che si mostra con sempre maggiore evidenza è la contrazione della quota di traffico servita da operatori nazionali che cedono ampie fasce di mercato a operatori europei ed extra-europei, che verosimilmente adottano modelli di business più efficienti. Tale tendenza mostra una chiara difficoltà degli operatori nazionali a operare in un regime competitivo e liberalizzato come il settore del trasporto aereo”. E qui il discorso si sposta decisamente su Alitalia: “Noi ci teniamo molto ad avere una compagnia di bandiera forte, ma non a tutti i costi: una compagnia deve poter camminare sulle proprie gambe. Quello che constato è che in Italia, il paese dei cento campanili, ognuno giustamente vuole essere collegato ed è saltato il modello di hub, e si è creato un sistema in cui le compagnie low cost si sono inserite in maniera molto più forte che in altri paesi. Ma l’Italia non ha saputo creare una compagnia italiana alternativa”. L’Italia, tornando ai numeri, ha chiuso il 2016 con tassi di crescita rispetto al 2015 pari al 4,8% in termini di passeggeri e addirittura del 6,1% in termini di cargo. Ciò secondo il direttore generale di Enac Alessio Quaranta evidenzia due elementi degni di nota. “Il primo, fondamentale, è che, nonostante la perdurante fase di crisi economica che stiamo attraversando e nonostante il crescente timore per i continui attacchi terroristici che l’Europa sta subendo da un po’ di tempo, il traffico aereo in Italia continua a crescere. Il secondo dato significativo è che il traffico aereo in Italia non solo aumenta, ma gli incrementi risultano in linea sia cori le previsioni ICAO, sia con gli incrementi medi fatti registrare in Europa, che si sono attestati al 5,1% per il traffico passeggeri e al 4,1% per il settore cargo”. Nel 2016 sugli aeroporti italiani sono transitati complessivamente 164.368.109 passeggeri rispetto ai 156.965.253 del 2015 (+4,8%). I movimenti complessivi sono stati 1.332.388, segnando un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente. E allora Riggio ricorda che “i tre grandi aeroporti faranno nei prossimi quattro anni ulteriori miliardi di investimenti totalmente a loro carico, senza un euro di denaro pubblico: questo è essenziale perché corrisponde a un ulteriore aumento del traffico aereo. E’ il dodicesimo anno che enac presenta un bilancio in attivo, di 30 milioni che saranno investiti in ricerca e sviluppo: se tutti facessero così in Italia non ci sarebbero problemi”. Riggio pone poi il problema degli aeroporti più piccoli “non è più possibile continuare con un sistema in cui 34 aeroporti fanno il 24% del traffico, che significa sbriciolare il mercato ed esporli continuamente al fallimento: se sono aeroporti utili bisogna svilupparli, se non sono utili bisognerebbe avere il coraggio di chiuderli”.