Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Spaccio di droga, 25 arresti nel Salernitano

redazione

Sono ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti le 25 persone raggiunte all’alba di oggi da un’ordinanza di misura cautelare (22 in carcere e 3 ai domiciliari) eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Salerno in collaborazione con i colleghi di Napoli, Verbania e Cosenza. Le indagini hanno permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi che gestiscono lo spaccio a Salerno e provincia. L’associazione, secondo gli investigatori, faceva capo a Raffaele Iavarone, ritenuto capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo. Un personaggio considerato di “grande spessore criminale” che aveva sempre mantenuto un tenore di vita basso per non attirare su di sé l’attenzione delle forze dell’ordine. Gli agenti della Squadra Mobile, agli ordini del vice questore Marcello Castello, sono riusciti, oltre che a documentare le cessioni di droga, anche a individuare i fornitori e i luoghi nei quali veniva custodito lo stupefacente. Le forniture di cocaina erano assicurate da soggetti residenti a Scafati e Boscoreale (Napoli); l’hashish, invece, veniva acquistato a Sarno. Durante le indagini, in due attività distinte, sono stati sequestrati 59 chili di hashish (41 e 18) e arrestate sette persone in flagranza di reato. A giugno 2018 fu arrestato proprio Iavarone insieme ad altri due soggetti in seguito a un “viaggio” nella zona di Boscoreale per acquistare cocaina da rivendere a Salerno. Movimenti che erano già monitorati dagli investigatori che, dopo aver seguito i tre – che viaggiavano a bordo di un motociclo e di un’auto ‘staffetta’ – riuscirono a bloccarli dopo un inseguimento a Salerno, rinvenendo un carico di oltre due chili di cocaina. La droga solitamente veniva nascosta in un deposito a Pontecagnano Faiano (Salerno) o in uno sgabuzzino ricavato da alcuni degli indagati nel vano sottoscala. A gennaio 2018, infatti, gli investigatori recuperarono in uno di questi sgabuzzini 41 chili di hashish e sei pistole di diverso calibro. Dalle indagini è emerso che i componenti del sodalizio utilizzavano spesso un linguaggio in codice per comunicare tra di loro, avvalendosi anche di utenze intestate a terzi. L’organizzazione, inoltre, disponeva di grandi somme di denaro per acquistare la droga come dimostrano gli ingenti quantitativi di droga sequestrati per un ammontare di circa 150mila euro.