Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Scuola – Oltre 13mila persone, tra docenti ed ATA è risultato positivo al Covid

redazione

Circa il 50% del personale della scuola, intorno a 500mila persone docenti e non, ha fatto il test sierologico per il coronavirus e il 2,6%, ovvero 13mila persone, è risultato positivo. Pertanto, non prenderà servizio fino alla negatività al virus. Lo ha fatto sapere l’ufficio del Commissario Domenico Arcuri. Dai dati mancano quelli del Lazio in quanto la regione sta procedendo in autonomia.  La convivenza con un virus di cui non si ha ancora la cura nè il vaccino, ha reso la ripartenza di questo anno scolastico incerta e più complicata del solito. Per contenere i contagi tra le mura scolastiche, occorrerà rispettare poche ma ferree regole che vanno dal distanziamento all’uso delle mascherine, quando quest’ultimo non è possibile, fino al rispetto di norme igieniche. Proprio l’igiene e la tutela della salute, alla ripresa delle lezioni, sono al centro di una ricerca realizzata da Ipsos per Napisan dalla quale emerge che, nonostante il 95% degli intervistati speri di trovare scuole igienizzate, oltre il 60% si dice poco fiducioso sull’effettiva preparazione del mondo scolastico nella gestione del rientro. In particolare, a preoccupare è il mancato rispetto delle regole di igiene da parte degli studenti, è il caso del 50% degli intervistati, e dei genitori (33%). Per contribuire a un rientro a scuola sicuro, la multinazionale Reckitt Benckiser Hygiene Italia, attraverso il brand Napisan, ha lanciato il progetto “Igiene insieme”. L’iniziativa, sviluppata con la supervisione scientifica dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dopo un prima fase, in pieno lockdown, di laboratori online per bambini e webinar per quasi 5.000 insegnanti, prevede ora la fornitura agli istituti scolastici di materiale didattico e informativo sulle corrette pratiche d’igiene e kit per l’igienizzazione, per un valore della donazione di oltre 1,5 milioni di euro. Inoltre, per gli insegnanti, c’è la possibilità di partecipare a un corso di formazione, riconosciuto dal Miur, per l’assolvimento dell’obbligo formativo. Destinatarie di questa iniziativa 5mila strutture, tra scuole primarie e dell’infanzia, sparse su tutto il territorio nazionale che possono ancora iscriversi al progetto attraverso il sito www.igieneinsieme.it. “Napisan è un brand, nato nel 1973, che rappresenta l’igiene – ha detto Enrico Marchelli, amministratore delegato di RB Hygiene Italia, durante la presentazione dell’iniziativa nella scuola primaria Luigi Einaudi di Milano – Con il lockdown si è reso necessario e opportuno fare un passo avanti con il progetto Igiene insieme perchè la scuola è il centro per il ritorno a una nuova normalità. Due sono le azioni che abbiamo intrapreso: la fornitura di prodotti per facilitare la sanificazione, un tema di grande preoccupazione da parte dei genitori, e la formazione tanto dei bambini quanto degli insegnanti”. Come si è già detto, oltre all’igiene, tra le principali fonti di preoccupazione c’è quella sul distanziamento sociale, in particolare all’ingresso delle strutture scolastiche (50%) e sui mezzi di trasporto (47%). E, non da ultimo, l’uso della mascherina, che vede il 56% degli intervistati favorevole a un suo utilizzo anche quando gli studenti sono seduti al proprio banco, contro un 33% contrario e un 12% indeciso. Ma quale sarà il ruolo di famiglie e insegnanti sul tema dell’igiene? Solamente il 28% degli intervistati si aspetta che possa essere richiesto alle famiglie di fornire ai propri figli un gel mani, mentre il 51% si aspetta che sia chiesto agli insegnanti di vigilare sulle pratiche di igiene. Vista anche la difficoltà a lavarsi le mani con la frequenza necessaria a prevenire i contagi, nove intervistati su 10 ritengono importante la presenza nelle scuole di prodotti igienizzanti per le mani e per le superfici (rispettivamente 87% e 88%) e quasi il 70% si aspetta che edifici, aule e arredi siano stati sanificati e che venga definito un adeguato piano di periodica e regolare sanificazione delle strutture (rispettivamente 69% e 70%). Chiaramente dalla scuola ci si aspetta anche un ruolo educativo. E infatti, con la riapertura, il 90% degli intervistati ritiene importante il rispetto di regole condivise di comportamento e il 75% la presenza, all’interno delle strutture scolastiche, di materiali illustrativi (ad esempio poster e cartelli) utili alla diffusione e al mantenimento delle buone pratiche di igiene. Non solo, il 92% degli intervistati spera che la scuola si adoperi nell’attuare corsi di educazione sulle regole di igiene, anche se poi solo il 30% si aspetta che questi vengano effettivamente proposti.