Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Scuola: gli studenti scendono in piazza il 25 e 26 settembre

redazione

A poche ore dalla riapertura dopo il lookdown per il covid, non c’è pace la scuola italiana: da una parte il governo continua a lavorare e spingere risorse per consentire il ritorno in aula in sicurezza, dall’altra non si fermano le polemiche con gli studenti che denunciano che si “è fatto troppo poco” e che annunciano che scenderanno in piazza. Sono tante, d’altra parte le incognite a partire dall’arrivo di banchi e mascherine (con il commissario Arcuri ha assicurato che tutte le scuole le hanno), ma anche la questione dei tamponi, mentre continua in ordine sparso la decisione dei comuni di posticipare al 24 settembre l’apertura in caso di particolari esigenze o focolai, come ha deciso Alassio. Insomma, si riaprirà “a macchia di leopardo. E, seppure le scuole pronte saranno la stragrande maggioranza, anche nel loro caso le attività riprenderanno a scartamento ridotto”, ha spiegato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio. Per quanto riguarda i tamponi, quasi il 50% del personale della scuola, pari a circa 500mila tra docenti e non docenti, ha svolto il test sierologico e di questi il 2,6% – cioè circa 13mila – è risultato positivo e non prenderà servizio fino a quando il tampone non darà esito negativo, secondo i dati dell’ufficio del Commissario Domenico Arcuri. I numeri non tengono conto dei 200mila tamponi del Lazio in quanto la regione sta operando in maniera autonoma. La regione più virtuosa è la Lombardia, con il 70% di test effettuati mentre all’ultimo posto c’era la Sardegna con solo il 5%. Entro il 24 settembre dall’Ufficio del commissario prevedono che la percentuale possa salire al 60-70% complessivamente. Intanto il governo ha dato una risposta concreta agli enti locali: il Consiglio dei ministri ha derogato la spesa delle assunzioni a tempo indeterminato fatte dai comuni in particolare per asili nido e materne. “L’avevamo detto da tempo – ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, – importantissimo fissare le norme ed eseguire gli interventi per rendere sicuro il rientro a scuola dei ragazzi, priorità assoluta, come l’ha definita il governo. Ma se avessimo provveduto a garantire distanza su scuolabus e in classe ma poi non avessimo fatto trovare a bambini e ragazzi gli insegnanti e tutto il personale che fa funzionare la scuola, sarebbe stata una beffa. Oggi, finalmente, il governo ha dato risposta alla nostra richiesta”. E altre risorse sono state confermate dalla ministra per la Famiglia, Elena Bonetti: 50 mln per i congedi di quarantena dei genitori. Tutto questo non rassicura però gli studenti: A “qualche giorno dalla riapertura ancora troppo poco è stato fatto dal governo per la riapertura della scuola: mancano i trasporti, i lavori di edilizia leggera non bastano, la dispersione scolastica è alle stelle e il numero dei docenti è insufficiente. Non è abbastanza! Per questo – annuncia l’Unione degli Studenti – scenderemo in piazza il 25 e il 26 settembre”. “Nessuna scuola è senza mascherine chirurgiche”. E’ quanto afferma il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri sottolineando che “tutti gli studenti, l’intero corpo docente e la totalità del personale non docente avranno ogni giorno una mascherina chirurgica gratuita”. Ad oggi, sottolineano gli uffici del Commissario, sono stati distribuiti 41 milioni di mascherine ed entro lunedì ne arriveranno altri 77, “una quantità sufficiente per due ulteriori settimane di lezioni”. Sempre entro lunedì saranno distribuite altri 16 milioni di mascherine alle scuole primarie, “sufficienti per garantire la riapertura in sicurezza anche di questi istituti”. La distribuzione proseguirà poi su base settimanale o bisettimanale a seconda del numero degli studenti.