Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Sanza (SA) – Amministrazione comunale a lavoro per la struttura di un Piano sociale

redazione

marianna citeraSanza (SA) – “Siamo impegnati per promuovere un programma di iniziative a favore delle famiglie perché la ricchezza più grande su cui poter costruire il futuro della comunità sono i figli” così ha commentato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Sanza, Marianna Citera (nella foto) la bozza di Piano sociale che il Comune di Sanza sta predisponendo per le famiglie del piccolo comune del Vallo di Diano. “Il nostro lavoro parte dalla legge di Bilancio 2017 che ha predisposto diverse misure a sostegno delle famiglie: alcune, come ad esempio il bonus mamma domani, vanno ad aggiungersi a quelle presenti nella manovra finanziaria 2016, che la legge ha prorogato anche per l’anno successivo. Alcune di queste misure sono strettamente vincolate ad un limite ISEE, altre invece vengono erogate a tutti coloro che ne fanno richiesta e che posseggono i requisiti indipendentemente dal reddito familiare” ha aggiunto l’assessore Citera. Il Piano del Comune di Sanza promuove il Bonus bebè, misura entrata in vigore allo scopo di incentivare le nuove nascite e al contempo fornire assistenza alle famiglie. Il bonus viene concesso dall’INPS ai genitori di bambini nati/adottati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, fino ai tre anni (o per i primi tre anni dall’ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare). L’importo del beneficio è pari a: 80 euro mensili per le famiglie con valore ISEE che va da 7.000 a 25.000 euro; 160 euro mensili per le famiglie con valore ISEE inferiore ai 7.000 euro. La domanda di assegno va presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. In caso di parto gemellare occorre presentare un’apposita domanda per ciascun minore. L’assegno spetta a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato. La domanda deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, una sola volta e per ciascun figlio, attraverso uno dei seguenti canali: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite proprio PIN attraverso il portale dell’INPS; contact center INPS. Attenzione però perché il termine di validità di ogni DSU scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello della sua presentazione. Pertanto, decorso tale termine, non si può utilizzare la DSU scaduta ma occorre ogni anno presentarne un’altra. Quindi, in caso di mancata presentazione di una nuova DSU, il beneficio viene sospeso finché non si presenta una nuova DSU. Mentre il richiedente è tenuto a presentare ogni anno la DSU, per le domande in essere non va invece presentata una nuova domanda. Nel Piano sociale Sanza si promuove anche il Bonus mamma domani. Si tratta di un assegno erogato una sola volta, “una tantum”, pari a 800 euro, che viene riconosciuto dall’INPS per i nati dal 1° gennaio 2017 da erogarsi prima della nascita o adozione del bambino, al fine di agevolare le famiglie impegnate in spese connesse all’evento come ad esempio le visite mediche o l’acquisto di beni di prima necessità. Con le circolari 39 del 27 Febbraio e 61 del 16 Marzo 2017, l’INPS ha chiarito i requisiti, i termini e le modalità per la presentazione delle domande. La futura madre potrà chiedere il bonus per via telematica all’INPS dal compimento del settimo mese di gravidanza (o all’atto dell’adozione) e verrà erogato indipendentemente dallo stato di occupazione della stessa; ciò significa che ne avranno diritto anche le donne che risultano disoccupate e non è previsto alcun limite ISEE per l’accesso alla prestazione. Altra opportunità è offerta dai Voucher per babysitter e asili nido.  Si tratta di un contributo pari a 600 euro mensili riconosciuti per un massimo di 6 mesi, che scendono a 3 mesi per le lavoratrici autonome e libere professioniste iscritte alla gestione separata dell’INPS. Il contributo è ridotto proporzionalmente all’orario di lavoro per le lavoratrici part-time. I contributi per gli asili nido sono erogati direttamente dall’INPS alla struttura prescelta, mentre i voucher o buoni lavoro per pagare le babysitter devono essere richiesti dalla lavoratrice all’Istituto. C’è poi la grande opportunità dei Bonus asilo nido. Un’agevolazione pensata sia per sostenere le spese necessarie all’iscrizione dei propri figli all’asilo nido, sia come forma di supporto, a favore delle famiglie i cui figli, minori di tre anni, sono affetti da gravi patologie croniche. Come per il bonus mamma, anche per questo beneficio non è necessario rispettare specifici requisiti di reddito; quindi potranno richiedere l’importo di 1.000 euro per pagare l’iscrizione all’asilo nido tutte le famiglie con figli nati a partire dal 1° gennaio 2016, presentando domanda direttamente all’INPS. Il bonus spetta ai nuovi nati dal 2016; non è cumulabile con la detrazione IRPEF del 19% e nemmeno con la corresponsione di voucher babysitter e asilo nido 2017 (quest’ultimi richiedibili solo dopo aver rinunciato al congedo parentale); potrà essere percepito per un massimo di un triennio in quanto riguarda i bambini da 0 a 3 anni; l’ambito di applicazione è esteso anche a supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche. “Invitiamo quindi tutte le mamme, le famiglie a rivolgersi al Comune per maggiori informazioni, è nostro preciso obiettivo sfruttare al meglio queste possibilità economiche al fine di dare speranza alle famiglie e dunque un sostegno finanziario che di questi tempi è quanto mai necessario” ha concluso l’assessore Citera.