Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Salute – Ictus, disfagia per circa il 50% dei pazienti

redazione

La deglutizione è un atto fisiologico e costituisce una funzione essenziale molto complessa; è un’azione che mediamente eseguiamo oltre 1.000 volte ogni giorno per mangiare, bere e ingoiare la saliva. Ed è proprio la difficoltà a deglutire, la disfagia, una delle complicanze che può manifestarsi frequentemente dopo essere stati colpiti da ictus. E’ stato calcolato, infatti, che una percentuale compresa tra il 45 ed il 67% dei pazienti colpiti da ictus – patologia che nel nostro Paese colpisce circa 200.000 persone ogni anno – soffra di questa disfunzione entro i primi 3 giorni dall’evento e questa si può manifestare con vari livelli di gravità: dalla occasionale difficoltà a deglutire soltanto alcuni tipi di cibo alla totale impossibilità di alimentarsi arrivando, nei casi più gravi, all’impossibilità di gestire la propria saliva. La disfagia non solo può comportare seri problemi di disidratazione e malnutrizione, ma anche un rischio ben più grave, la polmonite da aspirazione (ab ingestis), di cui soffre – entro i primi 5 giorni dopo l’ictus – una percentuale di pazienti che va dal 19,5% al 42%. “Il recupero della deglutizione dopo un ictus dipende dalla sua gravità – dichiara Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus -. Grazie alla riabilitazione si può sicuramente migliorare la qualità della vita; è necessaria comunque una gestione multidisciplinare tra medici, paziente e familiari”. “La disfagia espone i pazienti che ne sono affetti al rischio di malnutrizione e denutrizione; le persone colpite, infatti, non riescono ad assumere i cibi e le bevande nella quantità sufficiente a soddisfare i fabbisogni nutrizionali – dichiara Anna Demagistris, Responsabile della SS Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AO Ordine Mauriziano di Torino. Nei casi gravi si verifica un’impossibilità totale all’alimentazione; in queste situazioni si ricorre, temporaneamente o definitivamente, all’alimentazione artificiale. Fortunatamente le forme gravi colpiscono soltanto il 10 – 20% dei pazienti ed in parte migliorano dopo 1-2 mesi attraverso la riabilitazione logopedica”. L’associazione A.L.I.Ce. Italia Onlus presenta alcuni consigli in materia: mangiare sempre seduti comodamente, con il capo piegato verso il petto favorendo così la discesa del cibo nello stomaco; non introdurre in bocca un boccone di cibo o un sorso di bevanda fino a quando non si è completamente deglutito il precedente; non parlare mentre si mangia, cercando di tossire volontariamente ogni 2-3 bocconi; bere le bevande liquide lontano dai pasti; durante i pasti è più sicuro bere acqua addensata fino a raggiungere la consistenza di una crema o di un budino; la consistenza ideale del cibo è quello degli alimenti semisolidi (purè, frullati e omogeneizzati). Sul sito www.aliceitalia.org è possibile scaricare il link al Ricettario realizzato da Nestlé Health Science e leggere le ricette in esso contenute, adatte per chi ha problemi di deglutizione. A breve, inoltre, sarà aperta sul sito una sezione dedicata all’alimentazione e alle problematiche legate alla disfagia, con pubblicazione di un vademecum contenente raccomandazioni e consigli su come gestire al meglio la terapia nutrizionale ed evitare così le problematiche di deglutizione.