Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Rifiuti, De Luca: “A Caivano impianto per la trasformazione delle ecoballe”

redazione

“Il primo capitolo che avevamo avviato era la rimozione delle ecoballe portandole fuori Regione, ma dal 2017 tutti i Paesi del mondo hanno chiuso le porte. Parlo di Cina, Portogallo, Spagna, Romania, Marocco, Tunisia, altri Paesi in Africa e Asia. Tutte porte improvvisamente chiuse”. Lo ha detto il governatore della Campania Vincenzo De Luca, illustrando le difficoltà che hanno frenato il suo piano per rimuovere nel suo primo mandato i 5 milioni di ecoballe accumulate negli anni della crisi rifiuti in Campania e che ora prevede “puntiamo a completare per il 2023, sarà un miracolo nelle condizioni date”. “Tutti questi blocchi internazionali – ha detto De Luca – hanno messo in difficoltà anche i soggetti che si erano aggiudicati le prime gare per la rimozione di parti della quantità biblica di ecoballe. C’è stato un momento tormentato, equivoco, oscuro, come quello in cui dal Marocco arrivarono proteste per una nota falsa della Regione Campania sullo smaltimento di rifiuti nucleari della Campania. Tutto falso e con la mia firma falsa”. De Luca ha fatto il punto sulla rimodulazione del piano: “Ad oggi – ha detto – abbiamo rimosso 700.000 tonnellate di ecoballe ed entro fine anno arriviamo a 800.000 tonnellate. Oggi parte una filiera con 1,2 milioni di tonnellate di ecoballe che saranno trasformate in combustibile solido secondario, a Caivano e con lavorazione a freddo. Ovviamente ci siamo assicurati che ci fosse la domanda del combustibile secondario e ci siamo garantiti uno sbocco di mercato. Nel contratto con A2a per 212 milioni di euro è comunque previsto che lo smaltimento del combustibile sia di loro competenza, quindi se lo portino in giro per il mondo ma non qui”. De Luca ha anche precisato, riferendosi a Matteo Salvini, che “non prevediamo – ha detto – la costruzione di altri termovalorizzatori in Campania. Qui è venuto di recente un eminente statista da Milano a dirci di fare altri quattro, cinque termovalorizzatori. Mi auguro di incontrarlo in un dibattito pubblico e intanto gli chiedo: dove li vuole fare? Ad esempio in provincia di Caserta che luogo ha scelto? E nella città Metropolitana Napoli? Io non ho una chiusura ideologica, nel 2009 volevo farlo a Salerno ma l’operazione venne impedita dal governo di centrodestra che non rese obbligatorio il conferimento e quindi piano non reggeva economicamente. Ora sarebbe assurdo”.