Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Retail: 600 aperture e 4mila assunti nell’ultimo semestre

redazione

L’incertezza dello stallo politico e le flessioni dei mercati finanziari delle ultime settimane non hanno influito sulla tenuta del settore retail. L’Osservatorio Confimprese sul secondo semestre 2018 conferma il punto di forza della lettura annunciata a inizio anno e prevede una chiusura d’anno in linea con le previsioni annunciate lo scorso gennaio – 1.100 aperture, 10mila posti di lavoro –. Le aperture di nuovi punti vendita del periodo luglio-dicembre si attestano a 590 con un impiego di 4.020 risorse totali. Nell’e-commerce, invece, continua a restare estremamente limitato il peso dello shopping online. Nel mondo food i motivi sono ovvi, (non si acquista online), mentre stupisce il ritardo registrato nel mondo fashion: la percentuale degli acquisti effettuati online è dell’1 per cento. Una cifra al di sotto dei dati europei, che non rispecchia i dati degli acquisti online in Italia che a fine anno arriveranno a 27 miliardi di euro con un rialzo del 17%, ma riflette piuttosto lo stato di parziale arretratezza del settore franchising in questo campo. Dalle rilevazioni EY emerge che le potenzialità dell’omni-canale sono chiare ai retailer ma non ancora sfruttate appieno e spesso sono fonte di preoccupazione, considerando che il 40% degli intervistati fatica a mantenere coerenza di posizionamento di brand sui diversi canali, in particolare quelli digitali. Se l’esigenza di omnicanalità è ritenuta fondamentale, i retailer non riescono ancora a declinarla nella realtà. Il 33% ritiene il canale fisico lo strumento abilitante la transazione digitale, il 29% considera il digitale come un punto di partenza di una esperienza che però si conclude in negozio, il 29% pensa che il digitale sia un supporto al canale fisico. Inoltre, tre sono le principali sfide dei retailer per i prossimi tre anni: l’integrazione dei canali per focalizzarsi sul concetto “centralità del cliente” con un progressivo sfruttamento del CRM e degli strumenti digitali a supporto (quasi 90%); rivisitare il proprio modello di business in chiave evolutiva riflettendolo concretamente nella strategia (69%) e ottimizzare le “performance operative” al fine di riequilibrare la marginalità (64%).