Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Quello che manca al Credito Cooperativo.

redazione

In 172 Comuni del Mezzogiorno le Bcc rappresentano l’unica presenza bancaria. La biodiversità nel credito, come in natura, è una ricchezza. E la biodiversità fra le Bcc del sud è molto spinta. Sul territorio sono presenti 77 Banche di Credito Cooperativo con 680 sportelli diffusi in 528 Comuni. I soci sono 157.063 e i dipendenti 4.132. La raccolta complessiva al Sud è di 23,6 miliardi di euro. Gli impieghi superano i 13,5 miliardi. Il patrimonio è pari a 2,8 miliardi con coefficienti molto elevati. La loro diversità è frutto delle condizioni ambientali. Innanzitutto sono tutte di piccole dimensioni. La stragrande maggioranza non supera il miliardo di attivo patrimoniale. Operano generalmente in ambiti economici scarsamente industrializzati e certamente non eccessivamente sviluppati per cui risultano maggiormente determinanti per lo sviluppo del territori. Come clientela hanno più famiglie che imprese e tra le imprese prevalgono in modo determinante le micro imprese. Hanno una percentuale di impieghi sulla raccolta più bassa che altrove e la loro clientela non è particolarmente orientata sulla raccolta indiretta e sul risparmio gestito. Hanno maggiore affluenza allo sportello. Il correntista gradisce essere ascoltato dal personale della banca. Hanno maggiore difficoltà a far veicolare i prodotti telematici, il digitale in genere L a giustizia civile è più lenta e pregiudica diversamente il recupero crediti. Hanno un maggiore indice di patrimonializzazione. La legge di riforma del Credito Cooperativo, partita a gennaio dell’anno scorso  sta dispiegando i suoi effetti negativi Per evitare lo strangolamento servono almeno tre cose. Le Bcc devono avere una vigilanza proporzionata alle loro dimensioni (non possono essere assimilate a Banca Intesa o Unicredit). Per questo serve cambiare alcuni articoli del Testo Unico Bancario (Tub) al fine di dare totale autonomia alle BCC che sono nella prima fascia di merito. Infine consentire l’adozione di principi contabili nazionali, semplificati rispetto alla contabilità internazionale. Se non ci sarà il cambiamento, le Bcc nell’arco di pochi anni saranno fuori mercato e costrette a diventare sportelli della Capogruppo portando al successo definitivo il capitale finanziario su quello umano e cooperativo.