Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Quando muore un reporter.

di Lorenzo Peluso.

Di Andrea se ne parlerà per qualche giorno. Poi il ricordo di un appassionato reporter, di soli 30 anni, rimarrà indelebile nei suoi cari e nei suoi amici. Ma Andrea era un professionista di prim’ordine. Un collega straordinario che svolgeva il suo lavoro con passione e coraggio. Il lavoro difficile di reporter in teatri di guerra.
Oramai è certo, le fonti ufficiali della Farnesina, hanno confermato la morte di Andrea Rocchelli, il primo giornalista ucciso nel corso degli eventi nell’est dell’Ucraina, una terra senza pace dove solo grazie al coraggio di reporter internazionali, il mondo sta conoscendo l’atrocità di ciò che accade. Quando muore un reporter, un giornalista, che ama il proprio lavoro e che si spinge nel cuore dei conflitti, politici, etnici, religiosi, economici, in teatri dove spesso accadono cose indicibili, allora chi ama questo mestiere, chi magari ha calcato terre lontane, ha visto la guerra, i feriti, chi ha ascoltato i colpi di mortaio, ha visto i morti, allora, per questi che tutto ciò lo hanno fatto e conosciuto, gli accadimenti sono molto più nitidi. Quando muore un reporter, insieme con lui, muore un pezzo di vita di ognuno di noi. Muore, si, perché se la vita è conoscenza, è sapere, è esperienza, allora quando muore un reporter, muore con lui un pezzo di preziosa informazione. Chi ama questo mestiere, sa bene cosa conta raccontare e dare voce a persone, bambini, donne, villaggi, sconosciuti e remoti. Conosce la forza e la dirompenza della notizia che spesso può cambiare le sorti di un popolo, di una famiglia, di un esercito. Andrea è morto facendo ciò che amava fare. Sapeva, come lo sanno tutti coloro che decidono di andare in missione, che li, in quei posti, puoi lasciare la tua vita. Ma questo, per chi ama questo mestiere, è solo un dettaglio. No, attenzione, non sto parlando di eroi, di impavidi e coraggiosi; sto semplicemente parlando di persone che amano il prossimo, amano la vita ed amano il mondo. Persone che hanno un senso innato per la conoscenza; la curiosità e la necessità di vedere e poi raccontare. Persone sconosciute ai più che con le loro fotografie, i loro racconti, le loro storie, contribuiscono a far si che tante vite abbiano un senso. Quando muore un reporter, in un reporter, lascia un vuoto immenso che scatena la forza della necessità di ritornare, di ripartire, solo per poter raccontare. Grazie Andrea.