Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Proroga dello stato di emergenza ad ottobre

redazione

Il Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza a favore della proroga dello stato d’emergenza, con 157 voti a favore, 125 contrari e 3 astenuti. Due senatori del M5s, Crucioli e Ciampolillo, in dissenso dal gruppo avevano annunciato il loro voto contrario. Approvata, con il parere favorevole del governo, anche la mozione delle opposizioni, ovviamente per le sole parti non precluse dall’approvazione della risoluzione di maggioranza. Alla fine il Governo può tirare un sospiro di sollievo. Diversa sarà la partita oggi. Conte chiederà l’autorizzazione alle Camere per un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi e per ottenerla servirà la maggioranza assoluta, dovendo raggiungere a palazzo Madama quota 161. Il centrodestra si professa unito e deciderà dopo le parole del premier che posizione tenere. Se il sostegno delle opposizioni non dovesse arrivare, in Senato andrà in scena una nuova giornata da pallottoliere. Vengono al pettine in Parlamento i nodi dello stato d’emergenza, il voto a maggioranza assoluta dello scostamento di bilancio, l’autorizzazione a procedere in Senato per il processo a Salvini su Open Arms. Il tutto intrecciato con un durissimo braccio di ferro tra i gruppi sul rinnovo delle presidenze di commissione, che potrebbe slittare addirittura a settembre. E’ dunque in acque assai agitate che il presidente del Consiglio si prepara ad avviare ufficialmente i lavori sul Piano di Rilancio, ovvero il cronoprogramma per l’utilizzo dei fondi del Recovery fund. Lo fa con un atto di distensione: al tavolo del Ciae, il Comitato interministeriale per gli affari europei, che fungerà da cabina di regia del governo, invita tutti i ministri e anche gli enti locali, con i rappresentanti di Anci, Upi, Regioni e Uncem. Ventisette partecipanti, con quel “coordinamento con gli enti locali” promesso dal ministro Boccia. Alcuni di persona, altri in videoconferenza, per garantire il necessario distanziamento nella sala verde. Il messaggio sembra essere: regia a Palazzo Chigi, ma tutti coinvolti nel disegnare il piano di spesa dei 209 miliardi del Recovery, di cui 82 miliardi di sussidi. Più incerta resta invece la modalità di coinvolgimento del Parlamento. Matteo Renzi definisce “una follia” l’idea di istituire una commissione bicamerale: lavorino le Camere, anche ad agosto, in raccordo con il governo. Ma parte del Pd insiste per l’istituzione non di una bicamerale, bensì di due commissioni speciali, alla Camera e al Senato. L’ipotesi, dice una fonte Dem di Palazzo Madama, è che alla Camera la presidenza vada a Fi, in chiave di coinvolgimento dell’opposizione, e al Senato al Pd. Ma il M5s starebbe frenando, sia per i dubbi sull’istituzione di organismi ad hoc, sia perché – come già dice via social Barbara Lezzi – sarebbe difficile da digerire una presidenza a Fi: “Si parla di Renato Brunetta ma sancirebbe di Fi in maggioranza”, tuona l’ex ministra.