Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Parco del Cilento, aperta la caccia al successore di Pellegrino

di Lorenzo Peluso

In realtà il mandato è in scadenza, la prossima primavera. Ma le carte in tavola sono già cambiate, con la tornata elettorale delle regionali che hanno visto in Campania l’elezione, tra gli altri, anche dell’attuale presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino, al Consiglio regionale. A Palazzo Mainenti, a Vallo della Lucania, sede dell’Ente Parco, si guarda con attenzione al dopo Pellegrino. Va detto, la carica di Presidente del Parco non è incompatibile con quella di Consigliere regionale, tuttavia, per una questione di opportunità politica, ma anche per rispetto istituzionale, Pellegrino dovrebbe lasciare da solo la presidenza del parco che momentaneamente potrebbe essere retta dall’attuale vicepresidente Cono D’Elia, fino a nuova nomina. Dunque, in attesa che il governatore De Luca vari la nuova Giunta a Palazzo Santa Lucia, nel Cilento, negli Alburni e nel Diano, si guarda con attenzione a cosa accadrà al Parco. A norma dell’art.6 dello Statuto dell’Ente Parco, il Presidente è nominato con decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare d’intesa con il Presidente della Regione Campania. Questo è un punto fermo che però rispetto alla precedente nomina di Pellegrino, oggi trova il potere contrattuale del Ministro Costa molto ridimensionato, rispetto a quanto poteva nel 2015 l’allora Ministro Galletti che dopo quasi due anni di commissariamento dell’ente Parco designò il presidente Pellegrino, nomina poi condivisa dal Presidente De Luca. Oggi il Ministro Costa, espressione dei pentastellati che in Campania, ma più in generale, sono stati ridimensionati di molto dal risultato elettorale, dovrà fare i conti con le giuste indicazioni politiche che arriveranno dal Governatore De Luca. Altro punto fermo è che il territorio non vuole in alcun modo imposizioni di personaggi che arrivino da lontano; insomma la formula dell’uomo del territorio funziona, come dimostrato dallo stesso Pellegrino, originario di Sassano, ed è la stessa che i sindaci ed i cittadini del Diano, degli Alburni e del Cilento si aspettano anche per il prossimo presidente dell’Ente. Dunque quale profilo? Certamente un politico con grande esperienza amministrativa; riconosciuto nelle qualità di mediatore e soprattutto esperto conoscitore delle dinamiche territoriali. In virtù dell’oltre il 70% dei consensi ricevuti alle regionali dal presidente De Luca, appare chiaro che il neo presidente del Parco dovrà essere non solo persona gradita allo stesso De Luca, ma evidentemente anche uomo “di fiducia”. Insomma un amministratore locale, senza dubbio. Quel che il territorio mal sopporterebbe sarebbe una nomina di ripiego per dare spazio a qualche “trombato” dalla consultazione regionale. Viceversa ci si aspetta un uomo che abbia una visione, un progetto da condividere e proporre per l’Area protetta tra le più importanti d’Europa. Un amministratore che conosca bene i tempi della burocrazia del nostro Paese e sappia mettere mano alla risoluzione dei tanti problemi irrisolti del Parco. Dunque è già aperta la caccia al successore di Pellegrino, anche se, molti sindaci del territorio cilentano hanno già le idee chiare su chi dovrà guidare il Parco.