Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ottimi risultati semestrali del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea.

redazione

Il Consiglio di Amministrazione di Iccrea Banca, di cui è parte anche la BCC di Buonabitacolo, ha approvato i risultati consolidati del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea al 30 giugno 2020, che evidenziano: utile netto nel primo semestre pari a 127 milioni di euro; cost/income pari al 71,7% in miglioramento rispetto al 73,9% di dicembre 2019; raccolta diretta da clientela ordinaria pari a 106,4 miliardi di euro in crescita di circa 1 miliardo rispetto a dicembre 2019; impieghi netti a clientela pari a 85,8 miliardi di euro con un miglioramento della qualita’ creditizia che presenta un’incidenza dei deteriorati lordi dell’11,5%, dei deteriorati netti del 5,9% e livelli di copertura pari quindi al 52,7%; livelli di liquidita’, pari a 287% in termini di lcr e a 130% in termini di nsfr, solidi e costanti; patrimonio netto pari a 10,3 miliardi di euro e fondi propri pari a 11,5 miliardi di euro; un livello di cet1 ratio pari al 16,1% e un livello di tcr pari al 16,8% in crescita rispetto al cet1 ratio del 15,5% e al tcr del 16,3% di dicembre 2019. Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea è costituito dall’affiliazione di 136 BCC dislocate su tutto il territorio nazionale e annovera al suo interno anche le società bancarie, finanziarie e strumentali controllate dalla Capogruppo Iccrea Banca e che svolgono attività di supporto e di servizio alle stesse BCC Affiliate per il loro posizionamento di mercato, con oltre 2.500 sportelli presenti in oltre 1.800 comuni italiani. A giugno 2020 il numero dei clienti finanziati dal Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea ammonta a circa 1,2 milioni, per l’88% clienti retail (famiglie e PMI), mentre il numero di depositanti è pari a 3,1 milioni, per circa il 95% rappresentati da famiglie e PMI. I risultati al 30 giugno 2020 tengono conto delle caratteristiche del Gruppo, che si ispirano ai principi di cooperazione e mutualità prevalente e che privilegiano il rapporto con i soci cooperatori delle singole BCC Affiliate. Gli utili conseguiti dalle BCC Affiliate, per il peculiare modello che le caratterizza, vengono infatti destinati all’autofinanziamento e allo sviluppo economico dei territori. In termini di operatività bancaria, ovvero impieghi netti e raccolta diretta da clientela ordinaria, i dati confermano il sostegno concesso alle famiglie e alle PMI sui territori dove insistono le BCC Affiliate rafforzando, in tali ambiti, la rilevanza del Gruppo su scala nazionale e per l’economia italiana. Il miglioramento della redditività è stato sostenuto dalla capacità di generare ricavi e un efficace controllo dei costi della gestione. La rilevante attività di de-risking, portata avanti con il coordinamento della Capogruppo già a partire dal 2018, ha inoltre consentito di ridurre lo stock di crediti deteriorati del Gruppo di oltre il 40% rispetto alla fine del 2017. L’ulteriore operazione di cessione di sofferenze attraverso una cartolarizzazione, per la cui tranche senior verrà richiesta la garanzia dello Stato e in corso di strutturazione, da prime stime dovrebbe portare l’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti del Gruppo al di sotto del 10% a fine anno. Crescono anche i livelli di copertura, grazie anche all’elevato livello di garanzie reali che assistono tali crediti (oltre il 70%). Il totale dell’attivo consolidato del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea al 30 giugno 2020 si attesta a 168,5 miliardi di euro, in aumento di 12,9 miliardi di euro (+8,3%) rispetto al 31 dicembre 2019. Tale incremento è da ricondurre principalmente alla maggior esposizione in Titoli di Stato classificati nel portafoglio HTC (+11,8 miliardi), in linea con la nuova strategia finanziaria attuata dal Gruppo in relazione alla più espansiva politica monetaria della BCE (in particolare attraverso l’allargamento dell’accesso ad operazioni TLTRO III) volta a mitigare gli effetti negativi sull’economia derivanti dall’emergenza sanitaria Covid-19. In relazione al descritto modello di business delle BCC Affiliate, che rappresentano oltre i 4/5 dell’attivo consolidato al netto delle partite intercompany, i crediti verso clientela rappresentano la principale posta dell’attivo, con un saldo al 30 giugno 2020 pari a 85,8 miliardi di euro al netto dei titoli di debito, di cui 80,7 miliardi in bonis e circa 5 miliardi riferiti a posizioni deteriorate. Fra i crediti in bonis, la componente mutui ammonta a circa 57 miliardi di euro, i finanziamenti leasing sono pari a 4,2 miliardi di euro. Nell’ambito delle attività finanziarie al costo ammortizzato, i crediti verso banche, al netto dei titoli di debito, ammontano a circa 8 miliardi di euro e comprendono, oltre alle esposizioni connesse all’ordinaria gestione della liquidità, la riserva obbligatoria presso banche centrali per 5,5 miliardi di euro. I titoli di debito valutati al costo ammortizzato (modello di business HTC) ammontano a 54,9 miliardi di euro (+11,8 miliardi rispetto a 31 dicembre 2019), in larga rappresentati da titoli di Stato italiano. Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico, pari a 2 miliardi di euro, comprendono attività finanziarie detenute per la negoziazione per 0,3 miliardi di euro (in cui sono allocati principalmente derivati e Titoli di Stato detenuti a fini di negoziazione), attività finanziarie designate al fair value per 0,4 miliardi di euro (rappresentate dagli strumenti in cui è investita la liquidità riveniente dallo schema di garanzia, costituiti principalmente da titoli governativi europei), e altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per 1,3 miliardi di euro. Il totale del passivo consolidato al 30 giugno 2020 si attesta a 168,5 miliardi di euro, in aumento di 12,9 miliardi di euro (+8,3%) rispetto al 31 dicembre 2019. L’incremento è principalmente riconducile alle passività al costo ammortizzato (+12 miliardi di euro). In particolare, nell’ambito delle passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, la raccolta diretta da clientela ordinaria si attesta a 106,4 miliardi di euro (in aumento di circa 1 miliardo di euro rispetto a fine 2019) ed è costituita principalmente da conti correnti e depositi a vista (83,9 miliardi di euro; +3,7% da fine anno). La restante parte delle passività al costo ammortizzato si riferisce a raccolta da clientela istituzionale (46,4 miliardi di euro) ed è riferita principalmente da debiti verso banche (29,8 miliardi di euro) riconducibili per 27,4 miliardi di euro a finanziamenti ottenuti dalla BCE (TLTRO – Targeted Longer-Term Refinancing Operations), in aumento per complessivi 11 miliardi di euro soprattutto in relazione alla richiamata strategia finanziaria di Gruppo conseguente alla più espansiva politica monetaria della BCE. Il patrimonio netto consolidato, che include il risultato del periodo, ammonta a 10,3 miliardi di euro. In applicazione dell’art. 1072 della Legge n. 145/2018, che dispone in sintesi che la Capogruppo e le Banche di Credito Cooperativo insieme costituiscono un’unica entità consolidante, il capitale sociale a livello consolidato accoglie il capitale della Capogruppo – pari a 1,4 miliardi di euro, la cui parte detenuta dalle BCC Affiliate (intercompany) è rappresentata nelle azioni proprie pari complessivamente a 1,2 miliardi – e il capitale delle stesse BCC Affiliate. Come detto, i crediti verso clientela presentano un saldo pari a 85,8 miliardi di euro al netto dei titoli di debito, di cui 80,7 miliardi in bonis e circa 5 miliardi riferiti a posizioni deteriorate. Il peculiare modello di business delle BCC Affiliate, particolarmente legato alle comunità locali in cui operano e a servizio dei soci, si riflette soprattutto nella tipologia di controparti affidate. I prestiti complessivamente erogati – pari a 92,1 miliardi di euro lordi al 30 giugno 2020 – sono infatti destinati in larga parte a famiglie consumatrici e piccole e medie imprese (PMI), cui sono riconducibili rispettivamente il 34,5% e il 45,4% del totale degli affidamenti. Come riportato nella tavola di seguito, tali segmenti esprimono un’incidenza dei deteriorati lordi (NPL ratio) più contenuto rispetto a quello del segmento corporate, a testimonianza della capacità delle Banche di Credito Cooperativo non solo di servire al meglio ma anche di valutare il rischio dei prenditori che rappresentano la clientela tipica delle stesse. Relativamente all’attività economica della clientela, oltre alle famiglie consumatrici, i settori cui sono rivolti i maggiori affidamenti sono l’immobiliare, il manifatturiero, il commercio e i servizi. Il settore primario registra una percentuale di affidamenti superiore alla media nazionale, in relazione alla natura di banche del territorio delle BCC Affiliate, mentre il comparto immobiliare e costruzioni come nel resto del Paese ha risentito maggiormente degli effetti della prolungata crisi economica, registrando un NPL ratio superiore rispetto alla media di Gruppo. Al peculiare modello di business, che vede una prevalenza di mutui a famiglie e piccole imprese, è riconducibile l’elevata quota di crediti assistiti da garanzie reali. In particolare, i crediti deteriorati sono assistiti per il 70,3% da garanzie reali, dato che va letto unitamente con l’elevato grado di copertura degli NPL. I crediti deteriorati lordi ammontano a circa 10,6 miliardi di euro, con un’incidenza sui crediti totali lordi del 11,3% (11,5% se si considerano i soli crediti verso la clientela). I crediti deteriorati netti si attestano a 5 miliardi di euro, con un’incidenza del 5,3% sul totale dei crediti netti (5,9% se si considera la sola clientela). Il rapporto sofferenze nette e inadempienze probabili nette rispetto agli impieghi netti è pari rispettivamente al 2% (2,1% per la clientela ordinaria) e al 2,9% (3,3% per la clientela ordinaria). Il livello di copertura dei crediti verso clientela deteriorati si attesta al 52,7%, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (50,9%). In particolare, le coperture si attestano al 66,6% sulle sofferenze (65,2% al 31 dicembre 2019) e al 39,6% per le inadempienze probabili (38,1% al 31 dicembre 2019). Al 30 giugno 2020, i Fondi Propri del Gruppo si attestano a 11,5 miliardi di euro, rappresentati per circa 11 miliardi da Common Equity Tier 1 (CET 1) e per il resto soprattutto da Tier 2. Questi ultimi sono cresciuti a seguito del collocamento nella seconda parte del 2019 di un prestito subordinato destinato a investitori istituzionali di complessivi 400 milioni di euro. I ratios patrimoniali si posizionano al 30 giugno 2020 al 16,1% per il CET1 ratio e al 16,8% per il TCR, livelli in incremento rispetto ai valori di dicembre 2019 (rispettivamente pari al 15,5% e al 16,3%) e superiori alla media del sistema bancario nazionale. Gli indicatori di solidità patrimoniale si attestano largamente al di sopra dei requisiti regolamentari (requisito minimo SREP 2020 pari al 10,5% e requisito di capitale complessivo pari al 13,0%). Di seguito si rappresenta la dinamica della attività ponderate per il rischio (RWA) – che nel primo semestre dell’anno sono calate beneficiando anche dell’applicazione delle misure ”quick fix” e dall’incremento delle coperture da garanzie statali – e dei ratios patrimoniali nel periodo dicembre 2019 – giugno 2020.

A partire dall’avvio del GBCI, la posizione di liquidità del Gruppo si è mantenuta all’interno dei limiti di rischio definiti sia dal quadro normativo interno che dal quadro regolamentare in materia. Gli indicatori RAS di LCR e NSFR si sono posizionati sempre in area obiettivo, attestandosi su valori ben superiori alle soglie di risk appetite definite in fase di predisposizione del piano finanziario e registrando nell’ultimo anno un valore medio rispettivamente pari al 251% e130%. Le riserve di liquidità al 30 giugno ammontano a circa 33 miliardi di euro e sono costituiti: per l’82% da titoli, pari a 27 miliardi di euro (in termini di valore di mercato – valore netto haircut pari a 25 miliardi di euro), di cui circa il 99% è rappresentato da titoli di stato italiani; per il 16% dalle riserve detenute presso Banche Centrali; per il 2% da banconote detenute in cassa.
Con riferimento alla posizione di liquidità strutturale, il posizionamento dell’indicatore regolamentare NSFR evidenzia adeguati livelli di finanziamento stabile a copertura del fabbisogno finanziario generato dalle diverse forme di impiego commerciale e investimento su portafoglio finanziario.

Nel corso dei primi mesi del 2020 Iccrea Banca, in qualità di Capogruppo, è stata coinvolta in numerose iniziative e approfondimenti rientranti nell’ambito delle attività relative alla pianificazione della risoluzione del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea previste dal Single Resolution Board (SRB), predispondendo per l’Autorità di Risoluzione la Working Technical Note (WTN) al fine di fornire informazioni di maggior dettaglio sulla situazione complessiva. L’Autorità di Risoluzione ha pertanto comunicato la decisione MREL preliminare, comprensiva del requisito intermedio (non vincolante) e del requisito target in materia di Fondi Propri e passività eligible, che dovrà essere soddisfatto a partire dal 1° gennaio 2024. A seguito di tale decisione preliminare, il Comitato di Risoluzione ha avviato il procedimento formale relativo al diritto di audizione in merito alla decisione MREL proposta (right to be heard), nell’ambito del quale Iccrea Banca ha presentato osservazioni sugli elementi fattuali alla base di tale determinazione. In considerazione delle osservazioni ricevute il Comitato, nel corso del 2020, valuterà attentamente se modificare la determinazione preliminare sul MREL, comunicando l’esito delle proprie valutazioni a Iccrea Banca.

A seguito degli effetti derivanti dal parziale e temporaneo blocco delle attività economiche connesse alla pandemia, le prospettive dell’economia italiana per il 2020 risultano piuttosto incerte. Le misure adottate dalle Autorità a sostegno del credito alle imprese e alle famiglie mitigheranno gli impatti negativi sulla redditività delle banche italiane e, in particolare, sugli indicatori di rischio. Il Gruppo pone costante attenzione all’evoluzione degli strumenti di misurazione dei possibili impatti di rischi e incertezze sulla propria operatività (in particolare attraverso analisi di sensitivity e prove di stress) per assicurare l’adeguamento tempestivo delle strategie – in termini di modello distributivo, organizzativo e di gestione/razionalizzazione dei costi – rispetto ai mutamenti del contesto di riferimento. I rischi e le incertezze sono altresì oggetto di costante osservazione attraverso il corpo normativo di policy di rischio del Gruppo, curandone l’aggiornamento e adattamento in relazione ai cambiamenti della strategia, del contesto operativo, delle aspettative di mercato. L’attività di monitoraggio e sviluppo delle stesse è finalizzata alla verifica del loro stato di attuazione e adeguatezza. I rischi e le incertezze sopra illustrati, sono stati, quindi, oggetto di un processo di valutazione teso anche a evidenziare gli impatti di variazioni di parametri e condizioni di mercato sulla performance aziendale. In tale contesto, il Gruppo ha provveduto tempestivamente alla messa in campo di strumenti per le BCC Affiliate per un’adeguata gestione dell’operatività creditizia, in relazione anche alle misure adottate dal Governo. Con riferimento agli impieghi, di seguito una rappresentazione dei volumi registrati in contesto di emergenza sanitaria al 30 giugno 2020.