Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ora i tedeschi fanno da soli, altro che vecchia e cara Europa.

di Lorenzo Peluso.

Nessuno ha dimenticato come in marzo, quando la pandemia da Covid si espandeva e faceva migliaia di morti, in Italia innanzitutto, i tedeschi commentavano quel che stava accadendo nel nostro Paese. Per un certo periodo eravamo “gli untori” da Covid noi italiani. Anche l’atteggiamento europeo, agli inizi della pandemia non è stato certamente benevolo nei confronti dell’Italia. Basti ricordare l’ironia e la satira francese sugli italiani “infetti” che sputavano, mi si perdoni il francesismo, su una pizza. Tuttavia il tempo, che come sempre ha ragione, ha restituito a tutti il proprio pezzo di ingloriosa memoria. Il Covid è un nemico globale; tutti ne hanno avuto la propria parte, tedeschi e francesi compresi. In realtà le questioni poi si sono spostate sui tavoli di confronto a Bruxelles sul tema degli aiuti. Qui, va detto, dopo le prime magre figure di certo non europeiste, c’è stata poi una svolta che ha ridato dignità ai valori inalienabili del vecchio e caro continente. Insomma un rigurgito di Europa che si è ripreso quegli spazi occupati frettolosamente da francesi e tedeschi che, diciamolo pure, hanno sempre avuto una certa “puzza sotto il naso” nei confronti di noi altri italiani. I successi, se vogliamo definirli tali, del nostro Paese sul piano del recovery con l’ottenimento di cospicui fondi per il rilancio post-covid, ci hanno fatto intravedere che l’Europa è una certezza, una realtà potente ben oltre i tedeschi ed i francesi. Dunque ora, la sfida ambiziosa dei vaccini, ultimo miglio per sconfiggere il Covid. Anche qui, nelle scorse settimane, grande entusiasmo generalizzato per l’annuncio di una strategia comune, europeista, nell’acquisto e nella distribuzione del vaccino, al punto che, per non far sentire nessuno escluso, si è ipotizzato il cosiddetto V day, vaccino per tutti contemporaneamente. Così è stato, in parte, se non per gli ungheresi ed i tedeschi, che hanno iniziato il giorno prima. Insomma, va anche detto che in Germania sono arrivate molte più dosi, così come in Spagna, del resto dei paesi europei, Italia compresa. Ma ci può anche stare. Quel che non è sopportabile, e qui ritorna l’arroganza tedesca, quel senso di superiorità spocchiosa, è quello che sta accadendo nelle ultime ore.  “Se confermata” la notizia dell’acquisto da parte della Germania di 30 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech, in autonomia e rompendo quel patto siglato tra tutti a Bruxelles, allora questo ha del vergognoso. Altro che italiani furbetti, così come ci hanno sempre dipinto i nostri amici tedeschi. Il presunto accordo tra la Germania e Pfizer/BioNTech su altre 30 milioni di dosi di vaccino, che, secondo quanto riferito dal ministero della Salute, si aggiungerebbero alle 55,8 milioni di dosi dello stesso immunizzante già previste dall’accordo fatto dall’Ue, scavalcherebbe la logica dell’uguaglianza europea. Insomma chi meglio può fare, faccia. Questa la nuova regola di Berlino. Che tristezza questa vecchia e sofferente Europa.