Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

No, non devi lavorare in Italia. Al massimo devi fare il tesoriere di un Partito.

di Lorenzo Peluso.

Ma che Paese è il nostro? Che Paese è questo? E’ questa la domanda che inevitabilmente sorge in ognuno di noi alla notizia che, nel nostro Paese, puoi sottrarre dalle casse di un disciolto partito circa 25 milioni di euro e poi se ti va male, ma solo se sei sfigato, ti becchi una condanna a otto anni di carcere.
Insomma la storia non cambia. Questo è un Paese dove si è perso il “senso e la misura” come diceva il grande Totò. Ma facciamo un po’ di conti. In sostanza, rubare 25milioni di euro, significa pagare con otto anni di reclusione. Attenzione però, perché questi 2920 giorni dietro le sbarre, se mai saranno scontati, vengono “retribuiti” con 8.561 euro al giorno. E’ questo il guadagno netto di colui che “furbamente” si appropria di 25milioni di euro e che paga con la reclusione. Insomma, non vi è altro lavoro più redditizio di questo. Neppure i capitani d’industria riescono a fare meglio. Ieri la sentenza del tribunale di Roma per l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. Viene da chiedersi cosa può rappresentare questa sentenza per coloro che ligi al dovere, rispettosi delle regole, della giustizia, dello Stato, del dovere, del fisco, della società civile, pagano le tasse, rispettano le leggi, onorano lo Stato. Cosa può rappresentare questa sentenza che notifica, in modo inequivocabile, che rubare 25milioni di euro in Italia, alla fine può valere la pena. Insomma, la giustizia nel nostro Paese è davvero una chimera. Che strano Paese è l’Italia. Un Paese diverso certo, dalla Finlandia ad esempio, dove un ministro che non paga il canone della TV si dimette immediatamente di propria volontà. O magari dall’Australia, dove il primo ministro dello stato del Nuovo Galles del Sud, Barry O’ Farrell, si è dovuto dimettere per quella che nel Paese viene considerato un gravissimo episodio di corruzione: l’aver depistato le indagini su un regalo che avrebbe ricevuto. Una bottiglia di vino. Quanto è diverso il nostro Paese rispetto alla Germania dove il ministro dell’Istruzione e della Ricerca scientifica, Annette Schavan, accusata di aver copiato la tesi di dottorato, si è dimessa senza battere ciglio ed ancor prima era toccato al ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, stella nascente della Cdu, anch’egli accusato di aver copiato gran parte della sua tesi di dottorato. Insomma il messaggio per i nostri giovani è chiaro ed inequivocabile. Cari ragazzi, non copiate le tesi di laurea, altrimenti se vi scoprono dovrete dimettervi, ma solo se decidete di andare in Germania e magari intraprendere la vita politica. Mentre, per chi decidesse di restare in Italia, non abbiate timore di aspirare a diventare il tesoriere di uno delle centinaia di partiti che nel nostro paese nascono ogni giorno come i funghi. E poi, se vi capita, non abbiate timore di appropriarvi di somme di denaro. Tanto, alla fine, se vi capita di essere scoperti, e poi condannati, il peggio che vi potrà capitare è andare in galera. Ma anche in questo caso non scoraggiatevi, tanto, se avrete il coraggio di rubare, poi alla fine i giorni di galera, qualora li dovrete scontare, vi verranno “retribuiti” con 8.561 euro al giorno. Dunque, viva l’Italia.