Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lo spartiacque reale tra il sopravvivere ed il morire.

di Lorenzo Peluso

E’ utile partire da ciò che afferma Bankitalia per comprendere le prospettive dell’economia del sud e dell’intero Paese che evidentemente restano condizionate dall’incertezza circa l’evoluzione della pandemia, la cui incidenza e’ in aumento nelle ultime settimane. Da inizio ottobre il quadro epidemico sulla diffusione del Covid-19 in Italia si e’ fortemente deteriorato. L’aumento del numero di casi positivi sul totale degli individui sottoposti a test ben oltre la soglia critica del 5%, individuata dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’, segnala la crescente difficolta’ dei sistemi di monitoraggio di tracciare i contagi e contenere la diffusione del virus. Sta rapidamente aumentando la pressione sul sistema sanitario. Come nelle precedenti crisi, l’intensita’ della ripresa dall’emergenza Covid-19 dipendera’ anche dalle caratteristiche strutturali del sistema produttivo locale. La crisi ha determinato un peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno, dove e’ superiore la quota di famiglie in cui il principale percettore di reddito da lavoro e’ occupato in posizioni temporanee e in settori piu’ esposti agli effetti della pandemia. E’ quanto emerge dal rapporto di Bankitalia sull’economia delle regioni, che sottolinea come in base ai dati di contabilita’ nazionale dell’Istat, la spesa delle famiglie residenti si e’ fortemente ridotta nella prima meta’ del 2020, piu’ intensamente nel secondo trimestre. E’ chiaro che se soffrono le famiglie il peso maggiore poi, al sud soprattutto grava sulle piccole imprese. L’aumento del fabbisogno di liquidità delle imprese conseguente alla drastica riduzione dell’attivita’ e’ stato però soddisfatto con la crescita sostenuta del credito, iniziata in marzo nel Centro Nord ed estesa in estate al Sud . Le garanzie pubbliche sui nuovi finanziamenti e le misure espansive di politica monetaria hanno favorito il miglioramento delle condizioni di offerta del credito in tutte le aree del Paese. I modelli della Banca d’Italia indicano che nel complesso del terzo trimestre la crescita del PIL sarebbe stata intorno al 12% sul periodo precedente, recuperando solo in parte la contrazione segnata nella prima parte dell’anno. Ma anche il numero di occupati si e’ ovunque ridotto, piu’ marcatamente nel Mezzogiorno, dove la struttura produttiva e’ piu’ orientata ad attivita’ maggiormente esposte agli effetti della pandemia (quali i servizi connessi con il turismo) e la composizione dei contratti di lavoro risulta piu’ sbilanciata verso forme di lavoro temporaneo. I vincoli ai licenziamenti e l’eccezionale ricorso a strumenti di integrazione salariale hanno contenuto l’impatto sul lavoro dipendente a tempo indeterminato, piu’ diffuso al Centro Nord. Ora però viene la fase più complessa perchè alal gestione della crisi pamdemica dal punto di vista sanitario si aggiunge una nuova fase di crisi economica che investe le famiglie e duqnue le imprese. Ecco perchè è necessario che si dia corso ad un piano di assistenza economica alle famiglie con un’azione incisiva delle banche che devono abbassare al massimo i tassi di interesse e soprattutto mettere sul mercato prodotti che supportino ogni esigenza di vita, per superare il momento di crisi e riavviare il sistema economico e sociale. Insomma è il momento di fare squadra, tutti. Se falliscono le famiglie e le piccole imprese falliranno anche le banche che non potranno essere sostenute ancora una volta dal sistema Paese. Azzerare i profitti e sostenere l’economia reale per far ripartire il Paese in primavera. Ora però occorre superare questo momento che è uno spartiacque reale tra il sopravvivere ed il morire.