Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Libro – “Il volo del canarino” di Franco Casadidio

di Maurizio Piccirillo

«Con un decreto, infatti, venne fatto divieto a tutti i cittadini ebrei di possedere qualsiasi animale domestico; gli stessi dovevano essere consegnati alle forze di polizia per la loro “ricollocazione” […] togliere ad un individuo l’affetto e la compagnia del suo cane o del suo gatto, era l’ultimo filo che legava ancora gli ebrei all’apparenza di una vita “normale”: reciso questo, nessun ostacolo si sarebbe più frapposto all’annientamento di quella razza di untermenschen […]». “Il volo del canarino” di Franco Casadidio è un romanzo intenso e coinvolgente, uno spaccato della nostra Storia che mai nessuno potrà dimenticare. Una storia definita da Elsa Morante “uno scandalo che dura da diecimila anni” – come ricorda una delle citazioni in apertura dell’opera – una Storia raccontata nelle sue ingiustizie, nelle sue prevaricazioni ma anche nelle sue testimonianze di estremo coraggio. L’autore presenta una ricostruzione fedele e accurata della Germania di fine Prima Guerra Mondiale e soprattutto dell’ascesa e della caduta del nazismo; ed è così che si mostra il momento in cui il giovane caporale Hitler iniziò il suo percorso di odio quando ricevette un compito di spionaggio, e “…quell’incarico, all’apparenza così banale, avrebbe cambiato la sua vita e quella di milioni di persone in tutto il mondo”, ed è così che viene descritto il dialogo tra ufficiali nazisti che portò all’idea delle camere a gas, un dialogo agghiacciante, disumano, la cui chiusura fa ancora più rabbrividire quando uno di loro esprime dubbi sulla moralità del progetto e il dottor Kritzinger freddamente risponde: “Lei crede che esista ancora un senso della morale in questo Paese?”. Nonostante quest’attenta cura nel presentare le fonti storiche, l’autore non rinuncia mai al piacere di una narrazione che indaghi i moti dell’anima di personaggi colti in un momento di profondo dolore. Due in particolare sono i protagonisti di questa vicenda che si allarga ad abbracciare il destino di un intero popolo: Jürgen Von Schotze, un giovane di buona famiglia e di pura razza ariana, e Sara Funke, figlia di un’ebrea, una “mista di primo grado”. Mentre la storia scorre davanti agli occhi del lettore – quella dei vincitori che poi diventano perdenti e quella dei perdenti che poi non diventano vincitori ma sopravvissuti – si intersecano le storie private dei due giovani, che inevitabilmente si scontrano con una realtà che di lì a poco avrebbe cambiato il volto dell’Europa. Un volto rigato di sangue e lacrime, così riconoscibile, cristallizzato in un monito troppe volte inascoltato dalle generazioni successive. Sara e Jürgen diventano testimoni inermi e attori della storia: l’uno assecondando in un primo momento un potere intollerante e crudele, l’altra subendo quella stessa crudeltà. Il volo del canarino è un racconto lucido di ciò che accadde, ma all’autore non basta rimanere in superficie, e quindi si indaga a fondo nell’animo umano, nelle motivazioni di chi aiutò a compiere atti impietosi e folli, e nella sofferenza di chi vide cancellata ogni umanità nel prossimo e ogni dignità dalla sua persona. Franco Casadidio è un cronista dell’anima dei protagonisti: entra nei loro pensieri, li scandaglia e li restituisce nella loro forza. Jürgen è il cuore di questa narrazione: l’uomo accecato dalla fede la cui coscienza ha la fortuna di risvegliarsi, spingendolo ad agire per il bene comune. Sara è invece l’immagine della resilienza, dell’estrema forza che ha l’essere umano di rialzarsi e combattere nonostante i traumi della vita. E “Il volo del canarino” del titolo, quell’uccellino tanto caro a Sara che per sua bontà tornò a volare tra i suoi simili, deve ricordare a tutti quanto conti la libertà per ogni essere vivente, libertà cancellata in anni oscuri, che minacciano sempre più di tornare.