Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Libri – Nicola Femminella ed i Tesori nelle Terre dei Lucani e dei Sanseverino

di redazione

Esce in libreria l’opera editoriale a cura di Nicola Femminella Tesori nelle Terre dei Lucani e dei Sanseverino pubblicata dall’editore Zaccara di Lagonegro (PZ), costituita da due volumi (circa 860 pagine e 3000 foto).  Contenuta dall’elegante cofanetto è da considerarsi il risultato di un lungo e faticoso lavoro di ricerca sul campo e riguarda 56 comuni degli Alburni, Cilento, Golfo di Policasto e Vallo di Diano, con notizie dettagliate riguardanti le linee storiche, le opere d’arte, le eccellenze naturalistiche dei paesi ed altre preziose curiosità. Il viaggio – afferma l’autore – è iniziato nel dicembre del 2013 quando ho intrapresa un’intensa ricerca nei vari comprensori al fine di scoprire e conoscere il patrimonio d’arte degno di nota esistente in tali luoghi a me molto cari. Un tour che ho iniziato da principio per soddisfare la mia curiosità ma che poi ha assunto nuovi profondi ed entusiasmanti significati. Con grande stupore da parte mia mi si sono presentate dinanzi innumerevoli scoperte,  relative alla ricchezza di opere e beni presenti nei nostri territori. Ho esteso, quindi, la mia ricerca alle rilevanze naturalistiche che caratterizzano questi posti e, infine, alle notizie storiche riguardanti le popolazioni, fin dalle loro prime presenze nei borghi e nei villaggi. Nel percorso ogni scoperta mi regalava emozioni e soprattutto la consapevolezza che tale giacimento di bellezza molteplice rimane quasi oscurato dalla mancanza di conoscenze che  di esso hanno coloro che lo hanno avuto in eredità dal passato. Ho pensato, dunque, di comporre un’opera, che all’inizio appariva utopistica e forse non alla mia portata, non essendo io uno specialista di beni artistici né un approfondito cultore di  storia locale, da 50 anni ricercatore nel comparto delle metodologie didattiche per ogni ordine e grado negli istituti scolastici. Nel tempo, però, mentre continuavo quasi  quotidianamente a girare per i paesi, ho ritrovato accanto a me parroci, storici locali, fotografi appassionati, tantissimi giovani che con generosità mi hanno offerto il proprio  contributo e permesso di raggiungere l’agognata meta”. Questo di Femminella è certamente un lavoro che presenta, nel contenuti, una vastità di informazioni tale da poter essere considerato una fonte di notizie preziosa per i cultori del futuro. Un’enormità di informazioni corredate da un esauriente materiale iconico, a cui certamente faranno riferimento coloro che intendono conoscere in maniera “vissuta” ed approfondita i nostri territori a Sud di Salerno. Ed è forse per tale ragione che l’autore ama definire il suo libro come “opera di servizio”.  C’è da dire che il lavoro presentato da Femminella ha suscitato l’interesse del critico Francesco Abbate, emerito studioso dell’arte meridionale, che ha fornito una nota introduttiva al testo. Inoltre all’interno si possono trovare anche le note critiche dei Vescovi  di Salerno, Teggiano-Policastro e Vallo della Lucania, e dell’Assessore al Turismo della Regione Campania, Corrado Matera.  “Infine – aggiunge ancora Femminella – credo che l’opera sia da apprezzare anche per il lodevole lavoro di grafica e le altre operazioni relative alla impaginazione e alla scelta e  ottimizzazione delle foto curati da Lucio Mori e dalla veste tipografica realizzata dalla tipografia Zaccara di Lagonegro (PZ). Ritengo pertanto che il prodotto finale potrà essere prezioso strumento per la diffusione del bene culturale tra le popolazioni interessate e mezzo per valorizzare le numerose e pregevoli attrattive dei territori a sud di Salerno, segnati da una  stratificazione storica di notevole rilievo, nonché veicolo per diffondere la vocazione turistica degli stessi. Citiamo spesso la cultura come traino e mezzo per lo sviluppo culturale e socio-economico delle regioni meridionali, nelle quali permangono le secche paralizzanti della Questione Meridionale. È necessario, però, conoscere i patrimoni che le nostre terre conservano, per amarle e valorizzarle in un tempo in cui incombe il fenomeno dello spopolamento nei nostri borghi”.