Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Libri – “I Giardini di Bagh-e Babur” nella rassegna “Padula Città che legge”.

di Stefano Pignataro.

Padula (SA) – Ultimo appuntamento con la rassegna “Padula Città che legge”. Sarà possibile seguire sul profilo Facebook Padula Sistema Museo il 13 gennaio, alle ore 12.00 la presentazione del libro “I Giardini di Bagh-e Babur” di Lorenzo Peluso. Quel che accade oggi, nel silenzio assordante dell’occidente, in Afghanistan, in Iraq, le sofferenze del popolo curdo ed il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan, il ruolo baricentrico alle porte dell’Asia della Turchia; è questo il narrato nell’ultimo libro del giornalista embedded, salernitano,  Lorenzo Peluso.  “I Giardini di Bagh-e Babur” è un viaggio in queste terre e tra queste genti. L’autore accompagna il lettore al punto che ti sembra di essere lì, insieme lui e la sua macchina fotografica che cattura istanti di vita. “I Giardini di Bagh-e Babur”  è anche un invito alla bellezza, alla pace, alla dolcezza che ritrovi nella voce straziante del muezzin della sera a kabul. La sensibilità della scoperta dei luoghi e della gente che il reporter scandaglia attraverso le immagini, i volti, i rumori, persino i silenzi, restituendo l’essenza di quei luoghi dove riaffiora persino la nostra vera identità.  Le storie raccontate in questo taccuino di viaggio sono un saggio di geopolitica che mostra al mondo la privazione dei diritti delle donne yazide e delle “schiave del sesso” a Mosul. le storie ed i volti delle bambine dell’orfanotrofio di Herat. Storie di vita che si incrociano tra occidente ed oriente dove il pericolo è la costante di un vivere con l’allerta di un “Rocket Alarm” che vivono i militari italiani impegnati nella coalizione di pace internazionale guidata dalla NATO. Un viaggio nel coraggio delle donne peshmerga tra Iraq e Siria, fiere nel combattere l’Isis col “metodo italiano” che ha reso queste donne, mogli e madri, delle perfette combattenti. Un viaggio che raccoglie le testimonianze di Nadia Murad e Lamiya Ahi Bashar, yazide spaesate e spaventate, vittime dell’odio jihadista che è conseguenza di una distorta tradizione religiosa. E’ però l’Afghanistan il luogo, di cui il reporter è profondo e instancabile conoscitore, il centro della geopolitica mondiale. Qui Lorenzo Peluso incontra e racconta l’emblematica figura di Karim Asor, il “Charlie Chaplin afghano” che “ogni giorno mette in scena la metafora del vivere in un paese dove tutto sembra impossibile” tra un pistacchio e un thè allo zafferano. “I Giardini di Bagh-e Babur” è l’analisi attenta dei motivi e degli effetti di una guerra devastante dove oltre 3500 militari della NATO, 54 gli italiani, in 15 anni hanno versato il loro sangue. Un luogo dove raccontare è un dovere che deve fare i conti con il rischio ed il pericolo. Sono oltre 1000 i giornalisti che in 15 anni ci hanno lasciato la vita. Ma raccontare è un dovere per chi fa il mestiere del giornalista ed è questa l’essenza anche del vivere di Lorenzo Peluso, la necessità di esserci, di testimoniare. Da dieci anni embedded per la NATO, Lorenzo Peluso ha realizzato corrispondenze e reportage dall’Afghanistan e dall’’Iraq, ma anche dal Libano e dai Balcani. Per Graus editore aveva già  pubblicato nel 2016 As-salamu ‘alaykum. La pace sia con te, con tutti coloro che ogni giorno lavorano per la pace. Diario di un giornalista embedded tra Afghanistan, Kosovo e Libano a cui ha fatto seguito il recente: I giardini di Bagh-e Babur. Dalla sabbia dell’Iraq alle montagne dell’Afghanistan, sulla via per l’Oxiana, le sfumature degli stessi colori.