Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

“Le giornate delle Identità Mediterranee” a Sanza, il futuro di una terra senza confini

redazione

Sanza (SA) – La bellezza delle sonosità del pianoforte accarezzato dal maestro Giosi Cincotti con la meravigliosa voce di Filomena Cacciapuoti hanno chiuso a Sanza, ieri sera l’iniziativa “Le giornate delle Identità Mediterranee” promossa dall’ammnistrazione comunale di Sanza, con la Pro Loco e l’associazione Identità mediterranee. Due serate di confronto sul tema: Il futuro delle Identità mediterranee tra cultura miti e tradizioni. Iniziativa che ha visto la premiazione del Premio “Giovani Identità mediterranee”  di giovani laureati provenienti da tutta Italia. Poi un articolato dibattito sul tema: Mediterraneo – Islam cristianesimo e democrazia con la presenza di autorevoli ospiti da don Andrea La Regina, responsabile nazionale Caritas; don Vincenzo Federico, della Diocesi di Teggiano Policastro; Saran Y.Ahmad, segretario generale Istituto Internazionale di cultura Curda; mons. Antonio De Luca, vescovo della Diocesi di Teggiano Policastro, il sindaco di Villanova D’Asti, Cristian Giordano. Ieri sera poi il dibattito pubblico con la presenza , tra gli altri, dell’arch. Carla Maurano, presidente di Identità mediterranee; del prof. Ferdinando Longobardi, docente all’Orientale di Napoli; Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario Europeo per i beni Culturali; del sindaco Vittorio Esposito.  Un confronto sulla tradizione Mariana, le processioni, le reti di connessione culturale, antropologico, sociale che esistono da oltre mille anni tra le comunità del Cilento, quelle del Vallo di Diano, e della Val D’Agri, da riconoscere quale patrimonio culturale di tradizioni vive trasmesse dagli antenati: espressioni orali, linguaggi, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo. Persino fatto di artigianato tradizionale. “E’ indiscutibile che questo patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere – ha affermato il sindaco Esposito –  La sua importanza non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra. E’ questo il punto di partenza dell’iniziativa che parte da Sanza e che coinvolge l’intero territorio cilentano, l’area del Vallo di Diano e la vicina Val D’agri” ha aggiunto Esposito. Presentata e discussa la candidatura già presentata dal Comune di Sanza nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano della tradizione dei Marunnari della Madonna della Neve a Sanza. Un primo punto fermo, la presentazione della candidatura della tradizione Mariana e dei suoi riti da parte dei fedeli della Madonna della Neve a Sanza che pone la comunità a capofila di un progetto più vasto ed ampio sul Culto delle “Sette Sorelle”  che nel Cilento si ritrovano in un’unica rete legata al culto Mariano. Tra la vetta della Campania, il Monte  Cervati a Sanza, il Gelbison, gli Alburni, il Monte Stella e il Monte Bulgheria la storia, oltre che la bellezza paesaggistica del Cilento, si incrocia con il cammino di fede. Esiste un’unica sacralità che unisce sette cime e sette Madonne, o per meglio dire “Sette Sorelle”. Sette cime montane e sette Santuari Mariani. A sud di Salerno, dalla costa verso l’interno. La Madonna del Granato, a Capaccio Vecchio, Monte Vesole Sottano; alla Madonna della Stella, a Sessa Cilento, Monte della Stella; alla Madonna della Civitella, Moio della Civitella, Monte Civitella; alla Madonna del Carmine, Catona, Monte del Carmine; alla Madonna della Neve, sul Monte Cervati a Sanza, alla Madonna di Pietrasanta, San Giovanni a Piro, Monte Pietrasanta; alla Madonna del Sacro Monte, Novi Velia, Monte Gelbison o Sacro. La particolarità di questi santuari montani del Cilento trova però la sua centralità nella Madonna della Neve, a Sanza, sulla vetta del Cervati. da qui, dalla sommità dei suoi 1898 metri sul livello del mare, si può spaziare con lo sguardo ad ovest, verso la costa tirrenica, dalla Calabria alla vetta del Vesuvio, a Napoli. In questo modo si crea quella connessione ideale, anche visiva, di tutti e sette i santuari montani, dunque delle “Sette Sorelle”. Nell’adorazione e nella devozione che è parte integrante del vivere, del costume, del linguaggio. Tradizioni, miti, leggende, narrazioni, sembrano essere legate e tramandate nel tempo e si ritrovano nelle singole comunità, inconsapevoli di detenere un patrimonio comune, immateriale e culturale, che ha forgiato nei secoli l’identità mediterranea. Le due serate si sono concluse in musica, sabato 22 agosto, con il concerto tributo ad Ennio Morricone dei Caselle Brass ed il maestro David Short, compositore, arrangiatore, direttore e trombettista, nel campo della musica da camera per ottoni. Ieri sera il concerto del maestro Giosi Cincotti, con un percorso musicale tra jazz, sogno e tradizione che sconfina con naturalezza e nonchalance tra le note di favole incantate che ridisegnano i contorni e i significati di storie antiche  con spirito innovativo e l’impianto melodico del repertorio classico napoletano.