Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le armonie di Giosi Cincotti e l’eclettico David Short alle Giornate delle Identità Mediterranee a Sanza (SA)

redazione

Il progetto musicale del maestro Giosi Cincotti, un altro modo di rivisitare i classici ritornelli partenopei, chiuderà la due giorni di confronto e dibattito a Sanza (SA) sul tema: Le identità Mediterranee. L’appuntamento è per domenica 23 agosto dalle ore 21.00 in piazza Cavour, nel centro storico del borgo ai piedi del Cervati. Un percorso musicale tra jazz, sogno e tradizione che sconfina con naturalezza e nonchalance  tra le note di favole incantate che ridisegnano i contorni e i significati di storie antiche. L’idea generatrice  è quella di rivestire con spirito innovativo l’impianto melodico del repertorio classico napoletano.
Un viaggio etno-jazz nella tradizione musicale partenopea con gli arrangiamenti e le rielaborazioni curate dal pianista e compositore Giosi Cincotti nelle vesti di direttore artistico, che creano il giusto equilibrio tra la melodia originaria e le armonie moderne contaminandosi di volta in volta con sonorità gospel e jazz, ritmi tribali dell’Africa nera, melodiche e sensuali note mediorientali. Il maestri Cincotti chiuderà la due giorni promossa dal Comune di Sanza con la Pro Loco e l’Associazione Identità mediterranee. L’iniziativa “Le giornate delle Identità Mediterranee” è molto articolata. Sabato  22 agosto a Sanza è prevista una serata di confronto sul tema: Il futuro delle Identità mediterranee tra cultura miti e tradizioni. L’iniziativa prevede la premiazione del Premio “Giovani Identità mediterranee” con la presenza di giovani laureati provenienti da tutta Italia. Poi un articolato dibattito sul tema: Mediterraneo – Islam cristianesimo e democrazia. Autorevoli ospiti si confronteranno sul tema. Tra gli altri, prevista la presenza di: don Andrea La Regina, responsabile nazionale Caritas; Saran Y.Ahmad, segretario generale Istituto Internazionale di cultura Curda; mons. Antonio De Luca, vescovo della Diocesi di Teggiano Policastro. La serata sarà conclusa con il concerto tributo ad Ennio Morricone dei Caselle Brass con il maestro David Short, compositore, arrangiatore, direttore e trombettista, nel campo della musica da camera per ottoni. Nato nel 1951 a Cincinnati (USA), si diploma in tromba e composizione all’Indiana University e continua gli studi di composizione e musica barocca in Germania. Dal 1973 al 1994 ricopre il ruolo di prima tromba nell’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, e fino al 2012 fa parte dell’orchestra di musica leggera della RAI TV. Come solista suona con numerose orchestre e per diverse istituzioni nazionali e straniere. Nel 1985 esegue la prima europea di “Sequenza X” per tromba sola di Luciano Berio e, nel 1985, la prima assoluta di “Short”. Sempre per tromba sola, quest’ultimo pezzo gli fu dedicato da Franco Donatoni. Le stesse composizioni di Short, edite da Shawnee Press (USA), Billaudot (Francia), e in Italia da Ricordi, General Music e Santabarbara, sono state eseguite alla Carnegie Recital Hall di New York, durante l’International Brass Festival, a Mérida (Messico), al Teatro Verdi di Firenze, alla RAI di Roma e di Napoli, e all’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Inoltre, sono state trasmesse per radio in Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Svezia, Finlandia, Spagna e Italia.

Il 23 agosto, nell’ambito dell’iniziativa “Le giornate delle Identità Mediterranee”, il tema sarà discusso in un dibattito pubblico che vedrà, tra gli altri, la presenza dell’arch. Carla Maurano, presidente di Identità mediterranee; del prof. Ferdinando Longobardi, docente all’Orientale di Napoli; Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario Europeo per i beni Culturali; la prof.ssa Caterina Babino dell’Università di Parigi; dell’Assessore al Turismo della regione Campania, Corrado Matera. A chiudere la serata Giosi Cincotti, eclettico pianista, fisarmonicista e compositore con l’originalità dei brani più celebrati del canzoniere partenopeo, ricorrendo ad armonie moderne e stimolanti e combinando lo spirito della tradizione con arrangiamenti più propriamente “jazzistici”.