Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La verità sulla morte di Giulio Regeni la devono pretendere gli egiziani italiani

di Lorenzo Peluso.

Dunque, ora, che nessun italiano vada in vacanza in Egitto, ne possiamo fare a meno. Non solo. Forse è il momento di espellere l’ambasciatore egiziano dal nostro Paese. Forse è il momento che la comunità egiziana che vive nel nostro Paese prenda una posizione netta nei confronti del governo del Cairo. Altrimenti, possiamo fare a meno anche di loro, quindi possono anche ritornare nel loro Paese. Lo devono, al nostro modo di essere inclusivi, rispettosi dell’integrazione. Lo devono a questo Paese che gli ha offerto un’opportunità di vita. E’ quindi il momento di mettere la parola fine ad una farsa che dura da troppo tempo. La misura è colma da ieri, quando la Procura generale egiziana ha riaffermato che “per il momento non c’è alcuna ragione per intraprendere procedure penali circa l’uccisione, il sequestro e la tortura della vittima Giulio Regeni, in quanto il responsabile resta sconosciuto”. Sconfessando ciò che la magistratura italiana aveva, lo scorso 10 dicembre, chiuso le indagini contro 4 appartenenti ai servizi egiziani, passo che precede l’apertura di un processo. Stucchevole e provocatoria poi la precisazione che “parti ostili a Egitto e Italia vogliano sfruttare” il caso di Giulio Regeni “per nuocere alle relazioni” tra i due paesi. Insomma, non è una questione di principi, ma semplicemente la necessità di arrivare alla verità sulla morte di un cittadino italiano in un paese straniero. E’ un principio sacrosanto che appartiene a tutti e che il governo italiano deve difendere. E’ un valore la verità; la devono riconoscere e pretendere innanzitutto i cittadini egiziani che vivono in Italia. Nel 2019 ben 136.113. Gli egiziani rappresentano l’undicesima comunità straniera in Italia; sono soprattutto uomini, le donne sono soltanto il 32,5%. Molti sono rifugiati e richiedenti asilo e alta è la presenza di minori, spesso non accompagnati. Sono la seconda comunità africana, dopo quella marocchina. Chiediamo a loro ora di alzare la voce, di pretendere la verità sulla morte di un cittadino italiano per mano del governo egiziano. Gli egiziani in Italia sono soprattutto commercianti, camerieri, kebabbari e tanti davvero pizzaioli, soprattutto a Roma dove si trovano anche molti fiorai. Gli italiani li hanno accolti ed integrati, gli egiziani. Lo dimostrano i fatti. La comunità egiziana in Italia negli ultimi venti anni si è stabilizzata, gli uomini hanno portato qui le loro mogli e i loro figli sono nati qui, studiano qui. A Roma soprattutto ci sono persino candidati egiziani alle elezioni nei municipi. Questa integrazione merita quindi la verità sulla morte di Giulio Regeni e pretendiamo che ora siano gli egiziani italiani a pretenderla.