Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La corsa al Cashback di Stato, ma non era meglio uno sconto alla cassa?

di Lorenzo Peluso.

Siamo strani, dobbiamo ammetterlo. Se solo pensiamo a quante problematiche e discussioni abbiamo fatto nelle ultime settimane in tema di sicurezza e privacy, nel considerare l’opportunità di scaricare l’App Immuni. Eppure, ora, si è scatenata una vera corsa al Cashback di Stato, il nuovo programma di rimborso che premia chi fa spese con carte, bancomat e App per i pagamenti elettronici. Insomma, in questo caso pochi dubbi e perplessità sui dati sensibili, il tracciamento, la nostra privacy. Una valanga di ‘carte’ registrate con quasi 2,3 milioni di strumenti di pagamento attivati sia tramite la “App Io”, sia attraverso i canali alternativi messi a disposizione degli altri operatori. Diciamolo subito, ricevere un rimborso su spese effettuate con pagamenti elettronici, di questi tempi, è utile a tutti. Inutile dire che nonostante rallentamenti e disagi nella sola App per i servizi digitali della pubblica amministrazione sono state caricate oltre un milione di  carte di debito e carte di credito e oltre 122mila carte pagoBancomat. Solo il primo giorno. Per Cashback 7,6 milioni di download, con 2,3 milioni di utenti attivi nelle ultime 24 ore e picchi di oltre 14mila operazioni al secondo, anche gli altri canali non sono da meno. Corsa quindi alle prime spese utili per accumulare transazioni per i rimborsi; i dati saranno aggiornati via via e si potrà sempre consultare il proprio “contatore” per vedere quanto rimborso spetta e a che punto si è della classifica nell’utilizzo delle carte. Poi, da gennaio, oltre al cashback standard del 10% (massimo 150 euro su massimo 1.500 euro di spesa) si concorrerà anche per guadagnarsi il supercashback, ovvero un rimborso da 1.500 euro a semestre previsto per i primi 100mila utilizzatori delle carte. Non c’è che dire, è studiata proprio bene questa sorta di letteria, che spinge sul vizietto italico del gioco. Ora però mi chiedo ma, se tutto questo non è finalizzato ad avere comunque una banca dati digitale dei dati bancari, delle spese, ecc .. allora non si poteva ad esempio, applicare degli sconti sulla merce del 10, 20% sui prodotti acquistati e pagati con transazione elettronica? Insomma, perché devo spendere, ora, a prezzo pieno, poi aspettare il rimborso? Non sarebbe stato meno articolato e complesso far risparmiare le stesse somme, poi restituite, al momento dell’acquisto? Un meccanismo semplice ulteriori passaggi ed immediato. Paghi con la carta, merce scontata alla cassa della percentuale stabilita. Soldi risparmiati e soprattutto meno tecnicismi prima di ricevere il rimborso. Nel mentre però quanto siamo strani e come siamo solerti a concedere pezzi della nostra preziosa privacy se solo ci sono soldi da risparmiare o da prendere.