Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La bella storia di Cristina, dalla Sicilia all’Afghanistan, una vita per gli altri.

di Lorenzo Peluso. foto con diritto di copyright ©

Se giri il mondo ti può capitare di incontrare persone straordinarie. Le incontri nei posti più disparati e spesso rimani folgorato dalle loro storie e dalle loro vite. Vite “belle”, piene di energia, cariche di valori. Vite di giovani italiani, brillanti, intelligenti, caparbi, disponibili. “Belle vite” di “belle persone”.

Cristina Zuccarello è una ragazza di origini siciliane. Una bella persona. Una vita donata agli altri, in contesti difficili e pericolosi. Laureata brillantemente, la possibilità di una carriera diplomatica folgorante. Un’importante esperienza al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York. Quindi il Medio Oriente, Gerusalemme. L’esperienza dei campi profughi palestinesi; il contatto con chi ha bisogno davvero. La possibilità di guardare la morte e le sofferenze negli occhi. Quindi la decisione di stare con gli ultimi. Cristina lavora con la Cooperazione internazionale, ora è in Afghanistan. Una brillante giovane italiana che ha scelto di donare al prossimo la propria vita. In Afghanistan c’è tanto da fare. La vita media non dura più di 40 anni; la fame e la povertà si toccano con mano. Problemi sanitari e mortalità infantile con percentuali da ecatombe. Il basso livello di alfabetizzazione, la scarsa disponibilità di acqua potabile, la mancanza di cibo e servizi sanitari di base qui sono la realtà quotidiana. In Afghanistan muoiono anche le mamme. Il tasso di mortalità materna è tra i più preoccupanti al mondo, almeno 1.800 decessi per 100.000 bambini nati. per non parlare della criminalità comune. L’Afghanistan oggi vive dell’unica grossa fonte di reddito locale, la coltivazione dell’oppio. Il 90% della produzione mondiale; in sostanza il 20-30% del Pil del Paese con un valore che si aggira sui 3.1 miliardi di dollari. Cristina ha scelto di lavorare qui. In Afghanistan dal 2008 è stata istituita l’Utl di Kabul, centro di coordinamento delle iniziative e dei progetti avviati sui canali bilaterale e multilaterale. Questa Italia ci rende orgogliosi; questi italiani ci rendono fieri. Dal 2007 attivi 26 progetti sostenuti dalla Cooperazione italiana per un valore complessivo di 82.5 milioni di euro. L’intervento dell’Italia ha conosciuto una sempre maggiore diversificazione degli aiuti, prima con iniziative atte a fronteggiare l’emergenza in linea con gli interventi degli organismi e le istituzioni internazionali, poi specializzandosi e affinandosi in progetti più mirati. Nell’ambito dell’aiuto umanitario l’Italia si è impegnata a favore dei rifugiati all’estero e di coloro che hanno voluto fare ritorno in Afghanistan attraverso un finanziamento di 19,5 milioni di euro all’Unhcr e con la distribuzione di generi di prima necessità nelle zone rurali, sia attraverso il World Food Programme (22 milioni di euro), sia attraverso Ong operanti in loco. Nel settore della sanità poi ha sostenuto e finanziato varie iniziative tra le quali un programma sanitario iniziato nel 2007 nella zona di Kabul e di Baghlan con un duplice obbiettivo: abbattere gli indici di mortalità materno-infantile e assistere le donne colpite da ustioni gravi a causa di violenze casalinghe. In un’ottica più ampia la finalità del progetto è facilitare l’accesso ai servizi sanitari nella regione. Un bell’impegno anche l’Essential Hospital Package a Kabul ed Herat e in diverse aree decentrate del paese, quindi programmi di prevenzione della tubercolosi in collaborazione con l’Oms. L’Italia ha poi contribuito al budget nazionale afgano con 60 milioni di euro sostenendo innovative politiche di genere. Infine tante infrastrutture tra le quali la costruzione della strada Maidan Shar-Bamian. Cristina vive qui, ha scelto così.