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Iraq – Razzi contro l’aeroporto di Baghdad: 8 morti e numerosi feriti

redazione

Almeno tre razzi Katyusha sono esplosi ieri sera all’intreno del perimetro dell’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Secondo le ultime informazioni rilasciate da fonti mediche e della sicurezza locale, e rilanciate da alcuni organi di stampa internazionale, almeno 8 persone sono morte e numerose altre sono rimaste ferite. Almeno uno dei razzi è esploso in un’area cargo dello scalo, non lontano da strutture utilizzate dall’esercito iracheno e dalla coalizione internazionale. Due automobili sarebbero andate in fiamme. Le forze sciite di mobilitazione popolare, da parte loro, hanno fatto sapere che cinque loro membri sono morti nelle esplosioni. Secondo fonti non confermate, dopo l’attacco, si sarebbe levato in volo un elicottero statunitense che avrebbe aperto il fuoco contro due automobili. Su una di queste viaggiava un esponente di alto rango delle milizie sciite paramilitari filo-iraniane, rimasto ucciso. C’è anche il generale iraniano Qassem Suleimani, potente capo delle forze speciali al Quds dei Guardiani della Rivoluzione, tra le vittime dell’attacco con razzi di ieri sera all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Lo ha riferito la televisione di Stato irachena, pochi minuti prima dell’annuncio da Washington di un raid americano sulla capitale irachena contro interessi dell’Iran. Secondo fonti della Sanità e della sicurezza irachena, nell’esplosione sarebbero morte almeno otto persone. Numerose altre sono invece rimaste ferite. Almeno tre razzi Katyusha sono esplosi questa sera all’interno del perimetro dell’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Almeno uno dei razzi è esploso in un’area cargo dello scalo, non lontano da strutture utilizzate dall’esercito iracheno e dalla coalizione internazionale. Due automobili sarebbero andate in fiamme. Le forze sciite di mobilitazione popolare, da parte loro, hanno fatto sapere che cinque loro membri sono morti nelle esplosioni, assieme a “due ospiti”. Tra le vittime, in particolare, ci sarebbero il responsabile delle pubbliche relazioni del gruppo, Mohammed Jabiri, e il numero due della milizia, Abu Mehdi al-Mouhandis. Secondo una prima ricostruzione non confermata, dopo l’esplosione dei razzi, si sarebbe levato in volo un elicottero statunitense che avrebbe aperto il fuoco contro due automobili. Su una di queste viaggiava uno degli esponenti di alto rango delle milizie sciite paramilitari filo-iraniane, rimasto ucciso. Le Forze di mobilitazione popolare hanno subito accusato gli Stati Uniti e Israele di avere ucciso il generale iraniano Qassem Suleimani. “Il nemico americano e israeliano è responsabile dell’uccisione dei mujaheddin Abu Mahdi al-Muhandis e Qassem Suleimani”, ha dichiarato Ahmed al-Assadi, portavoce del gruppo sostenuto dall’Iran.