Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Insomma, è tutta colpa di Berlusconi.

di Lorenzo Peluso

Credo sia tutta colpa di Berlusconi. E’ certamente sua la responsabilità se questo Paese ha perso la bussola e non ritrova più l’orientamento nella giungla di quei valori che dovevano essere scontati nei diversi schieramenti ideologici che la storia nella stratificazione del tempo ha consegnato al Paese. E’ colpa di Berlusconi se gli italiani si sono abituati al “cambia casacche” al trasformismo di giornata; è sua la responsabilità del collasso culturale ed ideologico in cui versa questo nostro strano Paese. Il suo percorso di guerra nel cercare in tutti i modi di seppellire il ricordo della sinistra italiana ci ha consegnato il peggior modello di “trasformismo berlusconiano”. Un quarantenne comunicatore, addestrato come un abile rappresentante di commercio, che indossata una camicia bianca, con le maniche rigorosamente riavvolte al braccio, simbolo di operosità, senza alcuna fatica, neppure quella di una campagna elettorale, si è ritrovato alla guida di un Paese stanco, ammutolito, svenato ed afflitto. Berlusconi, l’uomo di successo, l’imprenditore capace che nel momento più buio per la democrazia di questo Paese, la fine del sistema politico che ha governato l’Italia dal dopoguerra alla fine degli anni ottanta, ha incarnato la nuova opportunità. Il modello politico figlio del PSI miscelato con la giusta dose di cultura democristiana, portata dai reduci della vecchia “balena bianca”, per oltre vent’anni, ha trasformato tutto e tutti. Persino la sinistra. Un Paese dove non esistono più i Verdi. Lo ricorda qualcuno Pecoraro Scanio? Un Paese dove non esiste più .. la Rifondazione Comunista. Chi si ricorda più di Bertinotti? Insomma, ma che fine hanno fatto i progressisti in questo Paese? Che fine hanno fatto i sindacati di sinistra? Possibile mai che ora in Italia sono tutti moderati? Persino le pulsioni indipendentiste della Lega, pure quelle sono diventate veline di governo? Una sola cosa davvero non è cambiata. La presenza dei grandi gruppi di potere, quelli che alcuni definiscono occulti. Loro continuano a fare affari, a gestire il Paese. Nel frattempo l’inganno del quarantenne fiorentino, si è materializzato con una “sola” di riforma costituzionale che come un mantra viene propinata ogni giorno come la medicina che cura tutti i mali. Insomma che Paese è questo? Un Paese dove non si riesce a trovare nessun segnale concreto di svolta ideologica. Nessun elemento reale che veda il popolo, quello reale, non quello virtuale dei tweet, trovare un punto fermo di ripartenza nella costruzione di una filosofia ideologica nuova che superi il capitalismo, che abbatta il “fancazzismo” della politica di questo governo di “autopromozione”. Si, ne sono certo, è solo colpa di Berlusconi.