Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il viaggio di Antonio. La bici il silenzio e la bellezza del mondo.

di Lorenzo Peluso.

Sanza (SA) – Se gli chiedi perché, semplicemente ti risponderà: “perché no”. Pedala con ritmo cadenzato, sembra quasi accarezzarlo quel manubrio che ha sopportato vibrazioni e sollecitazioni per quasi 1200 chilometri. Ad osservarlo con attenzione si percepisce che lui quella bici l’ama davvero. la sorpresa è che sembra neppure essere stanco; insomma quando poi alla fine fai ciò che veramente desideri evidentemente nulla può smorzare la semplicità di una soddisfazione. Ad attenderlo, al passo del Cornitello, c’è il nonno Antonio. La mamma ha gli occhi lucidi. Il papà invece lo guarda con un’espressine che trascende tra la soddisfazione e la meraviglia. Poi l’entusiasmo degli amici di sempre che sono saliti fino al passo che dal Cilento lo accoglie nella sua terra natia: Sanza. Antonio, 27enne di Sanza, da sette anni oramai vive poco distante da Cuneo, in Piemonte.

Il lavoro, la ricerca della propri strada lo ha condotto qui. E’ un Operatore socio sanitario, che ama più di ogni altra cosa la sua bici, gialla. Partito quasi per caso una settimana fa per un viaggio in solitaria tra le colline e l’Appennino italiano, attraversando il Piemonte, poi la Liguria, quindi la Toscana; il Lazio, poi la Campania per arrivare ieri pomeriggio nella sua amata Sanza. Sette tappe, un giorno di riposo e migliaia e migliaia di pedalate. Ma vuoi mettere la soddisfazione di ammirare gli occhi lucidi della mamma? Ad aspettarlo poi, all’ingresso del paese, tutta la famiglia, gli amici e qualche curioso. Ad attenderlo anche in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il Consigliere con delega alla cultura, Antonella Confuorto. “Quello che mi colpisce davvero è la semplicità con la quale descrive questo viaggio; la naturalezza con la quale parla della sua amata Sanza. Insomma un bel esempio di come si può affrontare una sfida così impegnativa ma con il desiderio assoluto di conoscere e vivere la bellezza del territorio” ha commentato il Consigliere Confuorto. Lui, Antonio, intanto sorride. Sembra quasi voler scrutare negli occhi di coloro che lo hanno aspettato, a sua insaputa, offrendogli la sorpresa di un’accoglienza festosa, la soddisfazione dell’impresa compiuta. “Le strade sono pericolose in Italia per chi va in bici – così dice sorridendo – L’Aurelia, fa davvero paura. I camion quasi ti sfiorano e poi la qualità del manto stradale è davvero pessimo” così dice a chi gli chiede com’è andata? Ora, qualche giorno di riposo a casa, tra le cure e le leccornie della mamma e della zia Angela; poi si riparte per ritornare a casa, si a quella che è la sua nuova casa, in Piemonte.

In realtà non ha fatto neppure in tempo a concluderlo questo viaggio che la sua mente è proiettata già alla prossima avventura. “Credo che andrò in Sicilia, il prossimo anno, si, attraverserò l’Italia intera ed andrò in Sicilia” così dice con una luce negli occhi che gli fa già materializzare questa nuova impresa. Bella l’idea di vivere il territorio in modo slow, un cicloturismo che ti mette in relazione costante con l’ambiente e con le genti che si incontrano per strada. Un bell’esempio quello di Antonio Lanzieri;  tutto si può fare, basta volerlo.