Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il Sud può vincere la sfida del rilancio nel post Covid.

di Lorenzo Peluso.

Il Sud può vincere la sfida del rilancio nel post Covid. L’esempio concreto arriva dagli aeroporti e gli interporti che con la pandemia hanno visto crescere i loro traffici. Gli interporti e le piattaforme logistiche meridionali sono aree con grande potenzialità di sviluppo, e tali da favorire l’affermazione del Mezzogiorno d’Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo. Oggi si fa conto su due opportunità: l’avvio delle Zes, (che coincidono con interporti, porti e aeroporti e aree vicine) atteso da anni, e la nuova normativa, la legge “Rotelli”, all’esame del Parlamento, che ne definisce i requisiti e prevede un nuovo regime fiscale. In Campania, secondo il Rapporto Sud del Sole 24 Ore, la componente della logistica registra nel 2020 un leggero incremento dei flussi. La Interporto Servizi Cargo – controllata al 100% da Interporto Campano – ha realizzato nel 2019 un fatturato “core” in crescita, relativo alla vendita di servizi di trazione ferroviaria per 20 milioni e, insieme a ISC Intermodal (che commercializza gli spazi sui treni) ha approvato un Piano industriale quinquennale 2020/2024. L’Interporto di Nola è integralmente ricompreso nel perimetro della ZES Campania, Zona economica speciale. «Oggi le parole d’ordine sono crescita e innovazione – dice Claudio Ricci, ad di Interporto Campano S.p.A – quindi, ampliamento dell’area interportuale e valorizzazione del sito esistente». Sempre in Campania, a pochi chilometri dal primo, c’è un secondo interoporto (Maddaloni-Marcianise) che, passato per una grave crisi finanziaria e per uno scandalo che ne ha azzerato la governance, da sei mesi tenta il rilancio. «Parliamo di una realtà dalle grandi potenzialità – dice al Rapporto Sud il vicepresidente dell’Interporto Sud Europa Giancarlo Cangiano – con 100mila metri quadrati di capannoni con collegamento ferroviario, 340mila mq in affitto e 33 operatori logistici». Sul Rapporto Sud del Sole 24 Ore, Riccardo Monti, neo presidente dell’Interporto Sud Europa, di Maddaloni e Marcianise, ex presidente dell’Ice, spiega i motivi del bilancio positivo del settore della logistica e del trasporto merci. “Potrei parlare di una accelerazione dell’e-commerce e di alcuni settori come l’alimentare che tengono. Ma l’analisi deve partire da prima del Covid e da una forte crescita del commercio globale che ormai predilige le rotte mediterranee. Le ragioni sono note: l’impiego di mega navi, il raddoppio del canale di Suez, la strategia cinese della Via della Seta. L’Italia e in particolare il Sud si trovano in una posizione ideale per intercettare questi traffici”. Per Monti i porti e i programmi di dragaggio sono le infrastrutture prioritarie: “Si deve accelerare a Napoli, Salerno, Taranto, Gioia Tauro, bisogna fare in fretta. Si tratta di interventi fondamentali per consentire l’approdo di grandi navi. Abbiamo maturato 30 anni di ritardo, non possiamo negarlo. Le infrastrutture al Sud mancano e non se ne può più fare a meno. Ora ci sono due occasioni importanti. La prima, è banale, ne parlano tutti, è il Recovery Fund che potrebbe offrire risorse per migliorare infrastrutture, anche sostenibili e dare un contributo duraturo alla rinascita del Meridione e dell’Italia. L’altra chance è rappresentata dalle Zes, le zone economiche speciali. Le “benedette” Zes, di cui attendiamo i commissari e i decreti attuativi, e che si spera possano entrare in funzione al più presto”. Infine Monti parla dei programmi per l’Interporto Sud Europa: “Si tratta di un interporto localizzato in una posizione strategica, vicino all’area industriale di Marcianise in cui sono presenti primarie imprese manifatturiere. A breve inaugureremo i caselli autostradali all’interno dell’area interportuale”.