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Il Ravello Festival celebra Charlie Parker

redazione

La 68esima edizione del Ravello Festival, segnata da un forte connotazione internazionale che abbraccia più generi, si concede una serata speciale per celebrare, nel centenario della nascita, Charlie Parker, uno degli interpreti più carismatici della storia del jazz e figura simbolo delle rivendicazioni dei diritti della comunità nera d’America. Il progetto che domani (ore 21.30) prenderà corpo sul Belvedere di Villa Rufolo è una prima assoluta prodotta dalla Fondazione Ravello. Sul palco Stefano Di Battista, Flavio Boltro, Julian Oliver Mazzariello, Dario Deidda e Roberto Gatto, per evocare lo stellare quintetto di Parker, che vedeva protagonisti accanto al leader, Dizzy Gillespie, Bud Powell, Charles Mingus e Max Roach. Il concerto sarà incentrato sul lavoro discografico “Charlie Parker with Strings” e su alcuni dei brani della registrazione del leggendario concerto del 15 maggio del 1953 alla Massey Hall di Toronto, che vedrà i solisti sostenuti dall’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi diretta da John Axelrod. In scaletta appunto un mix tra pagine con l’orchestra e brani con il solo quintetto con un finale in cui saranno eseguiti dei classici del percorso parkeriano, in cui l’organico orchestrale si amplia alle sezioni di trombe, tromboni e saxofoni. Dalle splendide ballades, tra cui “Summertime”, “Laura” e ancora, “They Can’t Take That Away from me” di George Gershwin a “Easy to Love”, di Porter, pezzo quest’ultimo che avrebbe dovuto essere ripreso in un progetto incompiuto che avrebbe visto Parker rileggere il song-book del grande compositore, passando per “Just Friends”, sicuramente la cosa migliore di “Charlie Parker with Strings”, capolavoro di improvvisazione collettiva, che inaugurerà il tributo ravellese. Il secondo set, con protagonista il quintetto, al quale si aggiungeranno gli ottoni, vedrà l’esecuzione di “Perdido”, di “Salt Peanuts! Salt Peanuts!” da cui derivò il verbo Be-Bop, e ancora “Cherokee”, “A Night in Tunisia”, “Temptation”, “Autumn in New York”. Charlie Parker rappresenta senza dubbio una pietra miliare nella storia del jazz. Si ricorda al riguardo una celebre frase che Mingus pronunciò all’indomani della sua morte, notizia riportata dalla stampa con due giorni di ritardo: “La maggior parte dei solisti al Birdland dovevano aspettare il prossimo disco di Parker per sapere che cosa avrebbero dovuto suonare. E adesso cosa faranno?” L’evento potrà essere seguito anche in streaming sulla pagina Facebook del Ravello Festival e sul maxischermo allestito in Piazza Duomo a Ravello.