Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il pericolo per la Istanbul ortodossa.

di Lorenzo Peluso

Nel mirino ora c’è la Istanbul ortodossa. La cattedrale di Santa Sofia potrebbe tornare ad essere ben presto la Moschea che fu, tra il 1453, data della caduta di Costantinopoli in mano Ottomana, e il 1931, quando Mustafa Kemal, in arte Ata Turk, la convertì in un museo buono per tutti le fedi. La controversa decisione doveva arrivare lo scorso  2 luglo da parte del Consiglio di Stato, la Corte suprema turca. In realtà è stata rinviata. Forse ha inciso l’anatema del patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I che ha ricordato come la trasformazione di “Santa Sofia, che per la sua sacralità è un centro vitale in cui Oriente e Occidente si incontrano, dividerebbe questi due mondi, ancor più in un momento in cui l’umanità, afflitta e sofferente per la pandemia mortale del nuovo coronavirus, ha bisogno di unità e di un orientamento comune”. Lo stesso patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, fa poi tuonato: “Trasformare Santa Sofia in Moschea provocherà l’ira di milioni di cristiani nel mondo contro l’islam. Santa Sofia, grazie al suo valore sacro, è il punto di incontro tra Oriente e Occidente. La decisione dividerà questi due mondi proprio quando la pandemia ci impone di esser uniti”. Già il 20 di maggio la celebrazioni per il 567esimo anniversario della conquista della seconda Roma sul Bosforo, provocò irritazione ad Atene. La questione però è tutta politica, come sempre. Alcune fonti diploamtiche europee, ritengono che il presidente turco, in calo di popolarità, cerca di compiacere i suoi alleati ultranazionalisti per tenere in vita la coalizione. Sul tema si siono fatti sentire anche gli americani. Il Dipartimento di stato Usa, ha criticato l’eventuale conversione di Santa Sofia in Moschea, proprio in momento in cui Ankara è impegnata in varie situazioni conflittuali, se non addiritura guerre vere e proprie. E’ un luogo simbolo la Basilica cristiana per quasi un millennio, Santa Sofia venne poi trasformata in luogo di culto islamico dal sultano Mehmet II dopo la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453. La nuova riconversione in moschea è sostenuta dal presidente Recep Tayyip Erdogan, che già lo scorso anno aveva promesso di intervenire in questo senso alla vigilia delle elezioni amministrative del 31 marzo. In realtà al momento il Vaticano non ha preso una posizione ufficiale. Il patriarca Bartolomeo intanto, per allentare il clima di tensione ha affermato: “il museo Santa Sofia può funzionare come luogo e simbolo di incontro, dialogo e coesistenza pacifica dei popoli e delle culture, comprensione reciproca e solidarietà tra la Cristianità e l’Islam”. Ora, per avere la pronuncia del Consiglio di Stato bisogna attendere ancora due settimane.