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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con le nuove misure anti-Covid.

redazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con le nuove misure anti-Covid. Il decreto proroga anche lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, mentre le misure restrittive attualmente in vigore dureranno fino al 5 marzo. L’Aula della Camera ha approvato, con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure di contrasto al Coronavirus. Confermato che in fascia arancione si potrà andare anche con un Rt inferiore a 1 se il rischio complessivo è «alto». Situazione nella quale, ha ricordato il ministro della Salute Roberto Speranza illustrando le linee del provvedimento alle Camere, si trovano al momento 12 Regioni. Che sono poi Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Alto Adige, Trentino, Puglia, Umbria, Veneto e Sicilia. Il decreto introduce anche una fascia «bianca» dove tutte le attività riaprono, anche se con limiti. “Non c’è altra strada diversa dall’unità per affrontare questa emergenza, la piu grande dal dopoguerra. Ecco perché mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione”, ha detto lo stesso Speranza aprendo l’informativa alla Camera sulle misure anti-Covid. “Nei prossimi mesi sarà tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare nell’ultimo miglio”, ha aggiunto. La campagna vaccinale anti-Covid si avvicina al primo milione di immunizzati in Italia e si appresta ad essere intensificata in vista del previsto arrivo di nuovi vaccini. “Le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su. Si tratta di oltre 6 milioni di persone di cui più di 4 sono over-80. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto”. Lo ha detto il ministro della Salute alla Camera. “Non credo ci possano essere dubbi: il Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita”. E’ stato anticipato alle 9 di questa mattina il vertice, convocato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, con il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, le Regioni, l’Anci e l’Upi. Nel corso della riunione si farà il punto sul piano vaccini e sul nuovo Dpcm.