Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I bambini speciali e la scuola. Appello alla responsabilità degli insegnanti.

di Lorenzo Peluso

Il problema esiste, inutile negarlo. Quello della mancanza di docenti e cattedre vacanti nella scuola. Un problema che ha radici antiche in Italia. Dunque, l’anno scolastico appena iniziato, nel segno dell’emergenza Covid, in attesa di banchi monoposto, e di molto altro, fa i conti anche con un fenomeno nuovo, a pochi giorni dal suono della prima campanella, ci sono insegnanti che già sono in malattia. Dunque altri problemi su problemi. E’ ciò che è statao segnalato, ad esempio, da una mamma di un bambino che ha, per il suo essere speciale, il sostegno di un insegnate dedicato e che, evidentemente, a due giorni di scuola è già in malattia, lasciando lo studente da solo. Pur vero è che gli altri insegnanti si occupano di lui, ma è certo vero anche che a questo studente speciale manca quel supporto necessario, dovuto e sacrosanto. La mamma di “Antonio”, nome di fantasia, che frequenta l’Istituto Comprensivo di Sanza, nel salernitano, ha scritto quindi una nota alla dirigente scolastica che riportiamo di seguito:

“Buongiorno Preside, sono la mamma di (…) di Sanza il bimbo down. Mi scusi, ma come mai già mancano le docenti per malattia e a sopperire sono gli insegnanti di sostegno? Questa è una voce che mi è giunta dai ragazzi; mi auguro che sia stato solo un caso perché non mi sembra giusto che a pagare siano sempre i bambini “diversi “. Il diritto allo studio deve essere uguale per tutti. Mi scusi lo sfogo ma è un argomento che mi disturba parecchio. Le porgo i più rispettosi saluti con l’augurio di un sereno anno scolastico”.

Dunque, la questione scuola rimane un tasto dolente. Siamo certi che la dirigente scolastica risponderà a questa mamma e che troverà anche soluzione al problema. Tuttavia, come scrivevo qualche giorno fa in un editoriale:

https://www.quasimezzogiorno.org/news/quel-che-si-chiede-agli-insegnanti-essere-artigiani-di-menti-ed-anima-dei-nostri-figli/

è una questione di responsabilità anche degli insegnanti. In un momento così delicato per l’emergenza Covid e per il caos cattedre, sono almeno 50.000 quelle scoperte e con insegnanti di sostegno che mancano ovunque, si chiede agli insegnati responsabilità. In Campania mancano oltre quattrocento prof di italiano, in Puglia 250 di matematica, In Piemonte è stato riempito solo il 24 per cento delle 6mila cattedre. Nelle scuole superiori della Toscana su 3700 posti non ne sono stati trovati neppure duecento: ormai quasi ovunque le graduatorie sono vuote. Per non parlare degli insegnanti di sostegno che mancano ovunque. Ci sarebbero 753 mila supplenti pronti a salire in cattedra: ma le nuove graduatorie provinciali non sono ancora pronte e anzi sono piene di errori, che rischiano di allungare ancora i tempi per assegnare le cattedre, almeno per quest’anno. Insomma non possiamo ritenerci un Paese normale. La Campania ha una spesa sociale comunale pro capite per la disabilità pari a 866 euro l’anno, mentre la media italiana è pari a circa 2.854 euro. Bolzano, invece, ne spende circa 15mila, mentre la Calabria è in fondo alla lista con una spesa di 374 euro. Numeri che riflettono perfettamente la situazione regionale in fatto di scuola e disabilità. Si investe poco, mancano gli insegnanti di sostegno e, quando ci sono, non sempre sono adatti alla funzione che sono chiamati a svolgere. Il 92 per cento degli alunni disabili ha un ritardo mentale, talvolta associato ad altre patologie, l’1,5 per cento è non vedente, il due per cento sordo e il cinque per cento ha una disabilità motoria. Nelle scuole della Campania, a causa delle risorse limitate degli enti locali, le figure spesso essenziali degli assistenti alla comunicazione sono pressoché assenti. Se ai limiti della nostra scuola aggiungiamo anche la non responsabilità di coloro che la scuola la devo fare, la devono sentire loro, insomma di coloro ai quali affidiamo i nostri figli ed il futuro del paese, allora siamo davvero oltre il baratro.