Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – In Italia la pressione fiscale complessiva è al 42,4%

redazione

Nel 2017 la pressione fiscale complessiva, ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, è risultata pari al 42,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al 2016. Lo ha reso noto l’Istat. Intanto è crescita ai massimi da dieci anno per l’economia italiana. Nel 2017 il prodotto interno lordo ha registrato un aumento dell’1,5% toccando il livello più alto dal 2010 (era al +1,7%). Il dato è in linea con le previsioni del governo che aveva previsto un rialzo dell’1,5%. Nel 2017 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.716.238 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente. Dal lato della domanda interna nel 2017 si registra, in termini di volume, una crescita dell’1,1% dei consumi finali nazionali e del 3,7% degli investimenti fissi lordi. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 5,4% e le importazioni del 5,3%. La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 1,5 punti percentuali (1,3 al lordo della variazione delle scorte) e la domanda estera netta per 0,2 punti. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell’industria in senso stretto (2,0%), nelle attività dei servizi (1,5%) e nelle costruzioni (0,8%). Il valore aggiunto ha invece segnato un calo (-4,4%) nell’agricoltura, silvicoltura e pesca. L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari all’1,9% (1,5% nel 2016). L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP), misurato in rapporto al Pil, è stato pari al -1,9%, a fronte del -2,5% del 2016. Il risultato del 2017 non include la contabilizzazione degli effetti delle “Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.”; per definirli si attende la valutazione di Eurostat, richiesta con procedura formale.