Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – Fiducia delle imprese italiane a maggio ai minimi da 2 anni.

redazione

Lo stallo politico del mese scorso ha visto il clima di fiducia delle imprese dei servizi italiane cadere ai minimi da quasi 2 anni a questa parte. Lo riporta la società di ricerche Ihs Markit in base ai risultati della sua indagine sui responsabili degli acquisti delle aziende nell’area euro, su cui oggi ha pubblicato il dato disaggregato relativo al terziario. Intanto con un “rallentamento generalizzato” le prospettive economiche dui tutta l’area euro si sono “drasticamente oscurate”, avverte Markit. Nella Penisola il terziario ha continuato a crescere ad un tasso leggermente più rapido, con il relativo Purchasing managers’ index (Pmi) a 53,1 punti, dai 52,6 di aprile, e con i nuovi ordini in forte aumento. La fiducia è crollata ai livelli minimi in quasi due anni, tra le preoccupazioni soggiacenti sull’andamento dell’attività. “La fiducia è crollata vista l’attuale instabilità politica e i timori che il trend al ribasso della crescita avrà seguito”, ha commentato Paul Smith, economista che cura la ricerca sull’Italia. “Anche se a maggio si continuano a registrare valori in crescita, gli ultimi dati Pmi confermano che, avvicinandosi all’estate, il settore privato dell’economia italiana ha chiaramente ridotto il passo”. “Con le attuali difficoltà politiche, l’appetito degli investitori sul debito italiano e le azioni chiaramente in calo, i fattori di rischio dell’andamento economico sembrano chiaramente tendere verso il basso”, ha aggiunto Smith. Guardando a tutta l’area euro l’indice finale composito della produzione delle imprese è calato a 54,1 punti, dai 55,1 di aprile. Sul terziario l’indice Pmi è sceso a 53,8 punti a maggio dai 54,7 del mese precedente. Secondo Markit l’attività ha rallentato ai tassi minimi in un anno e mezzo, anche se la crescita resta relativamente forte. Secondo Chris Williamson, capo economista della società i valori dell’indice dovrebbero corrispondere a una crescita del Pil dello 0,4-0,5% nel secondo trimestre, “ma c’è grande incertezza su quanto il tasso possa continuare a scendere nei prossimi mesi”. Pesa però il numero insolitamente alto di festività durante il mese di maggio, specialmente in Francia e Germania, “lasciando intendere che a giugno la crescita potrebbe indicare una ripresa”. “Rispetto all’inizio dell’anno, il rallentamento è stato generale, anche se in Spagna si è avuta la più forte ripresa. Un’Italia colpita dalla crisi ha nel frattempo registrato l’espansione più debole, la quarta consecutiva, tra le quattro nazioni principali dell’eurozona. Le prospettive sull’eurozona si sono drasticamente oscurate – avverte Williamson – rispetto alle positive previsioni d’inizio anno”.