Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dal 14 gennaio in libreria: “Zero non esiste. Ritorno in Val d’Agri” il nuovo romanzo di Enzo Capuano

di Lorenzo Peluso

Basilicata. Alta Val d’Agri. Un giorno, in quella valle persa nel tempo, arrivò Cristo. Non è possibile? Cristo non si fermò a Eboli? Sì, è vero, ma dimenticate che veniva da Sud. Il suo pellegrinare terminò a Eboli, non aveva bisogno di andare oltre, di proseguire verso Nord. Aveva ritrovato nella Lucania una regione impregnata di sudore, dolore, fatica, una terra dalle emozioni semplici ma profonde, un paese che gli ricordava i suoi luoghi, la sua gente, la sua famiglia. Cristo ne fu incantato. Lo stesso fascino avrebbe ammaliato Eugenio Azimonti, Carlo Levi, Manlio Rossi Doria, Ernesto De Martino… e chiunque abbia respirato quei siti. A quei luoghi Cristo affidò la custodia del tempo. Questo è l’incipit del nuovo  romanzo di Enzo Capuano: “Zero non esiste. Ritorno in Val d’Agri”. dal 14 gennaio in libreria. “Queste pagine sono il ricordo di un uomo e di una valle distesa su un altopiano lucano che s’intreccia e si salda ad altre vicende di uomini e di paesi del Sud” riferisce Capuano. “Oggi sono qui a scrivere. Mi hanno chiesto di parlare di famiglia e non potrei farlo se non iniziando da te. E non potrei iniziare se non dal ricordo del giorno in cui uscii da casa per venire a farti compagnia. Era una domenica mattina. Una domenica di novembre, il tempo era ancora bello. Il cielo celeste chiaro, senza nuvole. Era presto. Lungo la strada feci una breve sosta al bar dell’angolo, tra via Carmine e via Vernieri, per un caffè. Facevo ogni cosa con calma; in effetti stavo già analizzando ogni attimo di quel giorno per imprimerlo in modo indelebile nella mente; avevo, inconsciamente, progettato di scolpire tra i miei ricordi tutti i momenti di quella domenica mattina (…). Un viaggio nel paesaggio, nell’agricoltura, nell’economia e della sociatà della Val’Agri. “L’attuale agricoltura in Alta Val d’Agri è sicuramente figlia di quei tempi. Stava nascendo una zootecnia altamente produttiva e di qualità, accanto alla quale andava concretizzandosi un’ortofrutticoltura di notevole livello tecnico scrive ancora Capuano.