Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Da Rubi a Renzi, passando per il Nazareno.

di Lorenzo Peluso.

Vien da chiedersi se è il caso di riflettere sulla sentenza della seconda Corte d’appello di Milano che ha assolto l’imputato Silvio Berlusconi per i due capi d’accusa per i quali era stato condannato in primo grado a sette anni. Vien chiedersi se ora è tutto più chiaro, in merito al cosiddetto “patto del Nazareno”.
In realtà le sentenze non si commentano, si rispettano. Certo, ed anche in questo caso sarà rispettata. Ma alcune considerazioni, da cittadino italiano, credo siano concesse. Partiamo dalle accuse mosse al cittadino italiano Silvio Berlusconi. Concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. Due accuse gravissime. La sentenza in Corte d’appello di Milano afferma che la concussione "non sussiste" e, per quanto riguarda la prostituzione minorile, il "fatto non costituisce reato". Ora, certo, occorre attendere le motivazioni che saranno rese pubbliche tra 90 giorni, per provare a capire, dove i giudici di primo grado hanno, evidentemente, sbagliato. Mi hanno fatto riflettere però alcune dichiarazioni, di leader, chiamiamoli così, della politica nostrana che hanno commentato la stessa sentenza. Angelino Alfano, ad esempio, Ministro degli Interni, appresa la notizia dell’assoluzione di Berlusconi ha affermato: "si rafforza il cammino delle riforme”. Poi, Mario Mauro, già Ministro della Difesa nel precedente governo Letta, ed ora leader dei Popolari per l’Italia: “Forza Italia ora torni a sostenere il governo”. Poi quella del senatore Pd Andrea Marcucci: "le sentenze non si commentano e le riforme naturalmente vanno avanti. Le catastrofi di tanti Nostradamus non si avverano". Strano, ma tutti, hanno accostato l’esito della sentenza al percorso parlamentare delle riforme ed alla sopravvivenza del governo Renzi. Una stranezza. Sopravvivenza del governo Renzi che si mantiene sul patto ferreo siglato tra Berlusconi e Renzi al Nazareno e di cui, nessuno, sino ad ora, ha mai compreso i termini. Certo, l’appoggio e la non belligeranza di Forza Italia al Governo, nonostante gli azzurri del cavalieri siedano nei banchi dell’opposizione. Questo è chiaro. Ma la contropartita? a che prezzo? Questo non è dato sapere. Infine, la dichiarazione dell’unica voce fuori campo. Il ‘dissidente’ Senatore Pd Corradino Mineo che ha affermato: "forse smetteremo di frugare nell’alcova di Berlusconi per chiederci cosa preveda il patto del Nazareno". Una provocazione forse? Non credo. Credo viceversa che questo Paese ha smarrito la retta via, da oltre vent’anni; oramai in balia di una classe dirigente che decide ed attua tutto ciò che crede il meglio per alcuni e non si cura assolutamente di ciò che necessita a molti. Un Paese allo stremo delle forze; mantenuto in vita con l’ossigeno e con l’illusione che le cose “vanno meglio”. In realtà un Paese fallito, economicamente e civilmente dove vale tutto ed il contrario di tutto. Anche in magistratura. Certo, Renzi potrà contare sull’appoggio, non palese, del Cavaliere e dei suoi. Potrà portare avanti il suo progetto politico anche contro i cosiddetti “dissidenti interni”. ma cosa cambierà davvero per gli italiani e per l’Italia? Nulla. In tutto questo non va dimenticata la “bocciatura” del sistema giustizia che quindi non rappresenta più una certezza per gli italiani. Sintomatico di ciò che accade in Italia è la dichiarazione di Renato Brunetta che, appresa la sentenza che scagiona Berlusconi, e’ tornato a invocare una "commissione parlamentare d’inchiesta sul colpo di Stato del 2011" e a chiedere la "grazia" per il Cavaliere. Colpo di Stato? Si, certo, è quello che gli italiani subiscono ogni giorno in silenzio, anestetizzati da un massiccio bombardamento di stupidaggini che ogni ora viene propinato, “Urbi et Orbi”. Insomma, vien da dire: “chest’ è l’Italia, n’gap a me pensav; chi a’ avut tant e chi nun’ave niente. Ogni pover maronn, meglio c’à s’aspetta, c’à pure a l’at munno è nu fetent?”. Così, tanto per ironizzare.