Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Da Buonabitacolo al futuro: la storia di una banca.

di Giancarlo Guercio.

Il 16 dicembre 2020 è un giorno speciale per Buonabitacolo. Non solo perché ricorre la festa invernale del santo patrono, Sant’Elia Profeta, che salvò il paese dal terribile terremoto del 16 dicembre 1857, ma anche per l’assemblea dei soci della BCC di Buonabitacolo che quest’anno trovano, tra gli argomenti all’ordine del giorno, un fatto storico, ossia la deliberazione della fusione nel nuovo soggetto “Banca 2021”, costituito assieme alla Banca del Cilento e di Sassano. Dopo quarant’anni esatti si volta definitivamente pagina. Non è possibile compiere una corretta valutazione sulle opportunità prefigurate dal nuovo soggetto bancario senza considerare alcuni aspetti che costituiscono la storia recente, non solo di un soggetto economico, ma di un intero paese. Immediatamente ricorro alla figura principe di questa riflessione, alla personalità visionaria e pragmatica di Raffaele Rosciano, protagonista indiscusso della politica amministrativa e bancaria locale degli ultimi decenni. A partire dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso si cominciarono a creare i presupposti per fondare una banca e Raffaele Rosciano, grazie ai rapporti intessuti per anni nell’ambito della Democrazia Cristiana e al sostegno che ottenne a livello governativo e centrale, riuscì a presentare alla Banca d’Italia la richiesta, accompagnata da 349 sottoscrizioni di Soci Fondatori, per la costituzione di una banca. L’iter approdò al 26 gennaio 1980 con la registrazione dell’Atto costitutivo rogato dal notaio Agnese Bruno. Nasceva la Cassa Rurale e Artigiana di Buonabitacolo, che diventò operativa nel gennaio 1981, 40 anni fa esatti. Una riflessione intendo farla su quei primi soci fondatori, tra cui (mi sia consentita una nota personale) c’era anche mio padre, da cui ho ereditato la quota societaria. Erano agricoltori, professionisti, artigiani, cittadini che con Raffaele Rosciano credettero in un sogno, ammaliati dalle ambizioni di chi stava proponendo per certi versi una cosa folle. Già, sana e prolifica follia: Tutte le cose più grandi che conosciamo ci sono venute dai folli. Sono loro, e solo loro potevano essere, ad aver fondato religioni, ad aver creato magnifiche opere d’arte; tuttavia il mondo non sarà mai pienamente conscio di quanto deve a loro, e di quanto essi abbiano sofferto per poter elargire i loro doni (Marcel Proust).

Grazie a quelle intuizioni, grazie all’ostinazione che Raffaele ha avuto per andare fino in fondo (è bene ricordare che molte quote furono anticipate direttamente dallo stesso Dottore Rosciano e che diverse di esse non furono mai sanate!) i nostri piccoli paesi hanno potuto beneficiare dei servizi di una banca costituita dalle persone della zona, di cui hanno beneficiato enti, operatori, clienti, nuovi soci che negli anni si sono aggiunti ai precedenti, formando una delle aziende più sane e più floride del nostro comprensorio.  Raffaele Rosciano fu Presidente della Banca dal 1981 al 1994. Poi si sono succeduti Giovanni Rinaldi, Francesco Angone e infine Pasquale Gentile, attuale e ultimo Presidente della BCC di Buonabitacolo, colui che raccoglie una eredità seria, importante. Ho scambiato con lui qualche opinione sulla fusione e sul nuovo scenario creatosi con la costituzione di Banca 2021. «Finisce un’epoca di grandi risultati – afferma il Presidente Gentile – ma si apre una prospettiva nuova e molto suggestiva. Certo rammarica veder posta la parola fine su un capitolo importante della storia economica del nostro territorio. Si è però rincuorati dalla consapevolezza di aver agito verso una dimensione futura che è quella più giusta considerando l’economia e i sistemi globali. Oggi il mondo può travolgere e compromettere sistemi, anche quelli più radicati e solidi, ma può anche rappresentare una opportunità concreta, conferendo uno slancio nuovo alle cose: decidere è importante, essere protagonisti è necessario per continuare ad agire».

La conversazione squisitamente amichevole intessuta qualche giorno fa con il Presidente Gentile ci ha permesso, forse come non mai, di ampliare lo spettro delle riflessioni. Una di quelle conversazioni che superano pudori, timidezze, formalismi, e affondano in modo deciso nel nucleo delle questioni. E così abbiamo serenamente affrontato aspetti come la “corretta interpretazione della volontà dei soci”, la “speranza di compiere il passo giusto”, la “responsabilità delle scelte”. Temi gravosi che ben conosce chi si trova quotidianamente a dover decidere prima per gli altri e poi per sé stesso. La riflessione trattata col Presidente Gentile ha intercettato quei temi imprescindibili per comprendere la natura di certe scelte. L’economia moderna e l’evoluzione di certi sistemi, come quelli bancari, ha registrato negli ultimi anni una forte impennata che ha creato nuovi colossi o ha decretato la chiusura di istituti che operavano da secoli (fenomeni che si sono verificati sia su scala globale, e sia a livello locale); la dimensione delle realtà bancarie, che oggi devono rispondere alla ottimizzazione dei processi e contemporaneamente alla massimizzazione dei risultati; la capacità di interpretare i moderni linguaggi economici e sociali avendo il coraggio di intraprendere azioni di contenuto. Sono solo alcuni degli aspetti che richiedono importanti approfondimenti e analisi consapevoli; tuttavia figurano come i presupposti ragionativi che hanno indotto l’amministrazione della nostra BCC a virare verso la fusione con la consorella Banca del Cilento e di Sassano. Una fase davvero storica per entrambe le realtà che da oggi formano un soggetto nuovo, unico. I greci avrebbero chiamato questa fase particolare col nome kairos, termine che significa “tempo in cui accade qualcosa di speciale”: un tempo unico, particolare, diverso dal precedente; un tempo che parte da un passato importante e guarda al futuro in modo deciso e consapevole, un tempo che appare come una significativa opportunità.

Si potrebbe ragionare a lungo su quanto una fusione di questo tipo possa far “perdere”, o non rappresenti “convenienza”, ma il rischio è che ci si soffermerebbe su aspetti secondari, di minore valore: il dispiacere di perdere un nome, quello del nostro paese “Buonabitacolo” abbinato alla realtà bancaria, non è sicuramente motivo di soddisfazione; la perplessità sulla eventuale perdita dell’autonomia può altresì preoccupare qualche spirito più diffidente, ma non può essere taciuto il nostro vanto, quello di cittadini e di soci, per aver offerto elementi di sostanza alla creazione di un soggetto bancario importante, così come non possiamo che confidare nell’operato di chi amministra e dirige con acuta diligenza la nostra realtà bancaria, da anni, e con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Il ruolo della Banca di Credito Cooperativo di Buonabitacolo resta importante, e ad attestarlo è la volontà di costituire la “filiale hub” proprio nella nostra sede di Buonabitacolo. Ciò vuol dire che oltre ad avere la direzione sulle filiali già presenti, Buonabitacolo amplia la competenza su numerose altre filiali; resta punto decisionale per l’economia del territorio e assume pari dignità all’interno delle preesistenti aree bancarie: Vallo di Diano, Cilento, Lucania sud, Calabria nord. Negli ultimi tempi, inoltre, si sono ottenuti elementi che oggi sono dati concreti, necessari per rivestire un ruolo primario all’interno del nuovo soggetto bancario: si pensi, ad esempio, che il Presidente Gentile è attualmente Vice Presidente della Federazione delle BCC della Campania.

BANCA 2021 è la figlia di due genomi fecondi e ricchi. La BCC di Buonabitacolo ha rappresentato una opportunità vera e solida per tante persone, per tante famiglie, per tanti operatori, per tanti clienti; sono certo che le scelte oculate, compiute da amministratori e dal lungimirante Direttore Angelo De Luca, abbiano tenuto conto delle aspirazioni, degli ideali, dei valori dei nostri soci così come sono sicuro che il patrimonio umano dei nostri soci, conferito nella realtà di Banca 2021, sarà sempre motivo di valore, di orgoglio, di autorevole rispettabilità. La BCC di Buonabitacolo porta con sé un patrimonio importante, economico e soprattutto umano; più che di fine mi piace pensare alla evoluzione, al futuro, al progresso. Sono forse proprio questi i termini più adatti per interpretare le aspirazioni di chi ha tolto 100 mila lire dalla propria tavola e ha “comprato” una quota per costituire una banca, o realizzare il sogno di chi, come “U Duttore”, ha speso la gran parte delle sue energie, del suo tempo, delle sue capacità per creare una banca che avesse l’aspetto di una fabbrica artigianale, dove materiali e persone cooperassero per il benessere collettivo.