Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Crisi – Riduzione del reddito per oltre la metà delle famiglie

redazione

La situazione è preoccupante, ma quello che si intravede all’orizzonte è anche peggio. Negli ultimi mesi, caratterizzati dalla fase più rigida delle misure di contenimento dell’epidemia Covid-19, il reddito di oltre il 50% delle famiglie in Italia si è ridotto, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti. Per il 15% delle persone il calo è di oltre la metà del reddito complessivo. L’impatto è più negativo tra i lavoratori indipendenti: quasi l’80% ha subito un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare. E’ quanto emerge dall’Indagine straordinaria sulle famiglie italiane nel 2020 pubblicata dalla Banca d’Italia e a cura di Andrea Neri e Francesca Zanichelli. Quasi il 40 per cento degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi; la quota è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno. “Solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui. Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34 per cento”. Più di un terzo degli intervistati nell’indagine straordinaria della Banca d’Italia sulle famiglie “dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all’emergenza Covid-19”. Secondo l’indagine “questa quota supera il 50 per cento per i disoccupati e per i lavoratori dipendenti con contratto a termine. Poco meno di un quinto dei lavoratori indipendenti e dei lavoratori dipendenti con contratto a termine si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50 per cento del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria”.