Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Coronavirus, in Campania si teme la zona rossa

redazione

La Campania aspetta di capire se domani si sveglierà in una zona rossa o no. Ma intanto, secondo il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, si attesta tra le regioni più colpite dal Covid, insieme a Lombardia e Piemonte. “Si assumerà il Governo la responsabilità sanitaria e sociale conseguente alle sue scelte, sempre ritardate, e sempre parcellizzate”tuona il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alle decisioni contenute nell’ultimo Dpcm. Ironizza sul coprifuoco che da domani scatterà alle ore 22, “misure contro il randagismo” e critica il Governo per l’assenza di controlli e di provvedimenti per evitare, invece, gli assembramenti che sui lungomare e nei centri storici si registrano soprattutto nei fine settimana. “Erano state chieste poche cose” – misure immediate di ristoro o di detassazione; congedi parentali per le madri lavoratrici dipendenti, con retribuzione piena e bonus baby sitter per le lavoratrici autonome; misure omogenee e semplici su tutto il territorio nazionale, dato che il contagio è ormai diffuso in tutto il paese- ma il Governo, dice De Luca, “non le ha accolte”. E così domani la Campania rischia di risvegliarsi con l’ennesimo lockdown. E con la conta dei posti letto negli ospedali, che è il dato che preoccupa di più. Solo nel mese di ottobre sono stati 40 i bambini positivi al covid ricoverati nell’ospedale pediatrico Santobono Pausillipon di Napoli; a settembre ne erano stati solo sette. All’ospedale Loreto Mare, che da mesi si occupa solo di Covid, tra sabato e lunedì si apriranno altri 26 posti di degenza ma si aspettano i medici. Altri posti letto, 14, anche al al Policlinico Federico II di Napoli: ad oggi sono 96, attraverso ulteriori aperture si arriverà a 150. Ed ancora, la Clinica Vesuvio nel quartiere napoletano di Ponticelli aprirà un reparto covid con 24 posti di degenza da lunedì 9 novembre mentre il Fatebenefratelli attiverà da venerdì 6 novembre 12 posti letto di degenza ordinaria e 4 posti letto di terapia sub-intensiva. Una corsa contro il tempo, dunque, nella speranza che si riesca a tenere il passo dei contagi. Intanto un piccolo campo è stato allestito dall’Esercito italiano nell’area dell’Asl Napoli 1 al Frullone, in uno spazio ben distante dall’area dove i cittadini fanno il tampone dell’Asl, ormai in modo ordinato e senza troppa folla visto che lo si può fare solo con prenotazione. Le tende dell’esercito eseguono test solo per le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, polizia municipale), vigili del fuoco e personale di strutture molto importanti della pubblica amministrazione, come il tribunale: stamattina già oltre cento persone hanno fatto il test. Nelle prossime ore si capirà il destino della Campania, dunque. Chi, invece, al di là di ordinanze e decreti già sa cosa farà è lo storico caffè Gambrinus che domani resterà chiuso. “Sono allo stremo delle mie possibilità – dice Antonio Sergio, tra i proprietari dello storico caffè in piazza del Plebiscito a Napoli scelto anche dai Capi di Stato in visita in città – con le limitazioni previste, non possiamo andare avanti”.