Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Coronavirus, in Basilicata 69 positivi: il totale sale a 838

redazione

Dopo aver superato ieri per la prima volta quota 100, oggi in Basilicata i nuovi positivi al coronavirus sono scesi a 69, ma con un ridotto numero di tamponi esaminati (1.214: rispetto a ieri sono stati 220 in meno). Ma quella che sembra comunque una buona notizia è stata offuscata dall’aumento delle vittime: due in più (due persone anziane), con il totale salito a 44. Per la verità, nel capitolo delle cose positive bisogna inserire almeno i risultati dei circa 400 tamponi eseguiti ad Avigliano (Potenza), in gran parte in un drive-in: il sindaco, Giuseppe Mecca, ha annunciato che oltre il 95 per cento degli esami hanno dato esito negativo, con la conseguenza che il 26 ottobre in paese si tornerà a scuola. L’altro aspetto incoraggiante riguarda il bilancio del progetto “Turismo covid free”, attuato la scorsa estate in tre zone della provincia di Potenza particolarmente frequentate dai turisti: la costa tirrenica di Maratea, le Dolomiti Lucane e il Parco nazionale del Pollino. L’azienda sanitaria di Potenza, a partire da maggio, vi fece eseguire 2.097 tamponi in 28 comuni e 115 strutture ricettive, anche su 742 operatori turistici. Il progetto, secondo la Asp il primo in Italia in questo campo, ha dato risultati che gli esperti stanno valutando. La pagina delle critiche – che da qualche giorno anche in Basilicata si è arricchita di voci – oggi ha registrato le posizioni della Filt-Cgil e della Fials di Matera. Il sindacato dei lavoratori dei trasporti della Cgil, dopo la scoperta di otto casi di positività al covid-19 in altrettanti operatori di un’azienda lucana, ha chiesto alla Regione Basilicata di “intervenire sui trasporti con urgenza”. Secondo la Filt, le misure per distanziare gli studenti a scuola non servono “a nulla se poi lavoratori e alunni vengono stipati come sardine dentro autobus per ore, senza che nessuno controlli flussi e sanificazione”. La Fials di Matera, invece, ha lanciato l’allarme sul pericolo dei contagi fra il personale sanitario: “E’ impensabile non controllare mensilmente tutti gli operatori mentre si rischia che gli ospedali possano nuovamente diventare grandi focolai”.