Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Coronavirus, 2706 contagiati e 107 morti in Italia

redazione

Sono 2.706 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 443 persone in più rispetto a ieri e 107 i morti, 28 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 276 i guariti da coronavirus in Italia, 116 in più rispetto a ieri. L’aumento è del 72,5%, il maggiore registrato negli ultimi giorni. Dai dati della Protezione Civile emerge che 31 sono le persone affette da coronavirus in Campania, uno in Basilicata.In Italia sono 295 i malati con il coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto a ieri. Negli ospedali ci sono invece 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare. Incremento del 50% dei posti letto nelle Terapie intensive e del 100% nei reparti di Pneumologia e Malattie infettive, percorsi formativi rapidi per medici e infermieri sul supporto respiratorio, utilizzo delle strutture private accreditate e identificazione di altre strutture ad hoc, reclutamento dei sanitari anche da altre aree del Paese meno colpite dall’emergenza. E’ pronto il piano del governo per aumentare la disponibilità dei posti letto del Servizio sanitario e nelle rianimazioni. A delinearlo è la circolare del ministero della Salute dell’primo marzo, che prevede pure “ulteriori indicazioni” per la gestione dell’emergenza Covid-19. La prima misura è l’attivazione di “un modello di cooperazione interregionale coordinato a livello nazionale”, insieme all’incremento della disponibilità di posti letto a livello regionale “nel minor tempo possibile”. I posti nelle Pneumologie e reparti Malattie infettive dovranno essere “isolati e allestiti con la dotazione per supporto ventilatorio, inclusa la respirazione assistita”. Per far fronte alla emergenza, inoltre, gli ospedali dovranno “rimodulare” le proprie attività e alla comparsa di un primo ‘caso indice’ di Covid-19 (ovvero di cui non si conosce la fonte di trasmissione) in una determinata area, gli interventi chirurgici programmati nei nosocomi della zona vengono sospesi per mantenere liberi i posti in Terapia intensiva. Ed ancora: per ridurre la pressione sugli ospedali pubblici, i pazienti non affetti da Covid-19 verranno trasferiti in strutture private accreditate. Dovrà essere ridistribuito anche il personale sanitario, prevedendo un “percorso formativo ‘rapido’ qualificante per il supporto respiratorio per infermieri e medici” attraverso i corsi di formazione a distanza dell’Istituto superiore di sanità. Quanto al trasporto dei pazienti critici, saranno costituiti pool di anestesisti e rianimatori provenienti non solo dalla Regione interessata ma anche da altre. Il coordinamento dei trasporti è affidato alle reti dei sistemi 112/118 che utilizzeranno “ogni tipo di vettore”, compresi elicotteri sanitari. La circolare indica poi la ridefinizione dei percorsi di triage nei Pronto soccorso con aree ad hoc per i pazienti sospetti e la identificazione di strutture per la gestione esclusiva del Covid-19. Altra priorità è garantire l’efficienza delle equipe sanitarie: per questo, “deve essere pianificato un programma di turnazione, reclutando anche operatori che svolgono attività in altre aree del Paese meno sottoposte a carichi assistenziali legati alla gestione dei pazienti con Covid-19”. Una valutazione positiva del piano arriva dal presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli: “Esprimiamo solidarietà ai colleghi delle aree più colpite – afferma – e c’è la nostra disponibilità ad accogliere l’invito alla mobilità. Resta però la questione della sicurezza dei medici”. Infatti, denuncia, “continuiamo a ricevere segnalazioni sulla mancanza di mascherine e dispositivi di protezione. I medici vanno tutelati altrimenti è un gioco al massacro”. Giudizio positivo anche da Carlo Palermo, segretario del maggiore sindacato dei medici dirigenti, l’Anaao-Assomed: “Sì alla mobilità ma bisogna avere più coraggio sulle assunzioni”, afferma. Bene il piano del governo, dunque, e “condividiamo la mobilità per il personale sanitario sul territorio, ma sono necessarie assunzioni urgenti”. Il piano, infatti, “prevede l’incremento del 50% dei posti letto di Terapia intensiva a livello regionale. Ciò significa – spiega Palermo – che solo in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove attualmente i posti letto in Terapia intensiva sono 1800, è previsto un incremento di circa 900 posti. A fronte di tale aumento, sarebbero necessari almeno 2mila medici in più rispetto agli attuali circa 4.500 anestesisti-rianimatori attivi in queste tre Regioni del Nord”. Si tratta di “numeri impressionanti. Per questo – conclude Palermo – auspichiamo avvisi pubblici per l’assunzione a tempo determinato di medici specializzati e di specializzandi agli ultimi anni di corso”.