Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Coronavirus in Campania, 40mila persone in quarantena nella zona rossa

redazione

Impennata di contagi e scatta la zona rossa. Da ieri, per decisione del governatore campano Vincenzo De Luca, sono in quarantena il comune di Ariano Irpino (Avellino) e quattro centri del Vallo di Diano in provincia di Salerno. Un totale di quarantamila residenti che da un momento all’altro sono rimasti bloccati nel proprio comune: le forze dell’ordine controllano i varchi d’accesso lasciando passare solo chi trasporta merci essenziali, gli operatori sanitari e pochissime altre eccezioni. La causa dell’incremento dei casi è stata accertata per il Vallo di Diano: due iniziative di catechesi neocatecumenale svoltesi in un albergo malgrado i divieti già in atto. De Luca si dice “indignato”, bolla il “predicatore” che ha promosso i raduni e i suoi collaboratori come “irresponsabili” e fa scattare denunce penali per tutti i partecipanti. Migliaia di persone saranno confinate nel proprio territorio, tra la paura del contagio e gli inevitabili problemi di vita quotidiana, mentre le Asl ricostruiscono a fondo la catena dei contatti. Una situazione di grave disagio ma inevitabile, riconosce il sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone: “Era necessario arginare l’aumento dei contagi”. Negli ultimi giorni sono state, infatti, rilevate ben 17 persone positive che hanno avuto contatti stretti con almeno altri 80 residenti nei quattro comuni: Sala Consilina, Atena Lucana, Caggiano e Polla. A Sala, centro più popoloso del Vallo di Diano con circa dodicimila abitanti, restano aperti al pubblico pochissimi esercizi commerciali tra i quali i supermercati presi d’assalto dalle prime ore di questa mattina, malgrado le rassicurazioni degli esercenti sulla disponibilità degli approvvigionamenti. E un’atmosfera surreale si respira anche ad Atena Lucana nella cui area industriale sono presenti numerose attività che occupano circa duemila persone. Gli imprenditori ridimensioneranno o chiuderanno: “Ora pensiamo a combattere l’epidemia – dice Michele Spolzino, titolare di un opificio – poi si vedrà come fare per mandare avanti le nostre aziende”. A Caggiano, piccolo centro con circa duemila residenti, da questa mattina un’apposita ordinanza sindacale predispone che gli acquisti alimentari si possono effettuare una sola volta alla settimana, mentre gli anziani e quanti sono sottoposti a quarantena fiduciaria saranno serviti direttamente a casa dai volontari della protezione civile. A Polla c’è l’ospedale ma scarseggiano i dispositivi di protezione: un sarto locale ha deciso di fermare la produzione per cucire artigianalmente mascherine da fornire alla popolazione. Problemi analoghi ad Ariano Irpino, 22mila abitanti, il più popoloso centro della provincia di Avellino dopo il capoluogo. Accessi bloccati in entrata e in uscita, auto con megafono percorrono le strade invitando a restare in casa salvo motivi urgenti. Ma la quarantena è stata largamente condivisa dagli abitanti che peraltro si erano già sottoposti autonomamente a comportamenti prudenziali visti i numeri del contagio: 29 delle persone ammalate sulle 47 complessive registrate fino a stamattina in provincia di Avellino sono di Ariano Irpino. In Campania i contagi fino a stamane erano stati 400, ma cresce la paura di un’impennata. Domani sarà attivo il primo ospedale interamente riconvertito, a Napoli, per il Covid 19: 120 posti letto al Loreto Mare, primo tassello del piano di emergenza firmato da De Luca.