Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Crisi – In Italia nel 2016 calo dei consumi alimentari.

redazione

In Italia nel 2016 è proseguito da un lato il calo dei consumi alimentari domestici (-0,1%), dall’altro l’incremento di quelli fuori casa (+1,1%). Lo rileva l’ufficio studi di Federazione italiana pubblici esercizi Fipe e lo conferma l’indicatore dei consumi fuori casa Iceo che sale al 41,8% dal 41,6% del 2015. Si conferma, inoltre, il trend che vede l’Italia in controtendenza rispetto al resto d’Europa, dove al contrario i consumi alimentari fuori casa hanno registrato una significativa contrazione. Gli italiani che nell’anno passato hanno consumato pasti fuori casa sono 39 milioni, 13 milioni dei quali lo fanno quattro o cinque volte a settimana. Cinque milioni di italiani sono abituati a consumare fuori casa la prima colazione almeno tre o quattro volte alla settimana. Al 67% degli italiani, pari a poco meno di 34 milioni, capita di consumare il pranzo fuori casa durante la settimana, e per cinque milioni si tratta di un’occasione abituale (tre-quattro volte alla settimana), soprattutto al bar, anche se nel week end ristoranti/trattorie e pizzerie scalano la classifica. La percentuale degli intervistati che ha consumato almeno una cena fuori casa con riferimento ad un mese tipo è invece del 61,7%. In continua espansione si è dimostrata anche la rete dei pubblici esercizi, con un aumento dell’8,1% nel 2016 rispetto al 2008, pari ad un valore assoluto di +20.184 imprese. Guardando invece alle tipologie di esercizi i bar hanno registrato un calo del 3,9% a fronte di un aumento dei take away del 35%. Puntando l’attenzione sui centri storici risulta fortemente rafforzata la presenza di take away (+41,6%), cui fa da contraltare il calo dei bar (-9,5%). Dati che per la Fipe comportano il rischio concreto di vedere depotenziata la forza competitiva dell’Italia nel mercato turistico internazionale.