Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Auguri, dunque, Buon Natale a tutti.

di Lorenzo Peluso

Andrà tutto bene, così ci siamo ripetuti per settimane, quando impauriti, spaventati, timorosi, di un nemico sconosciuto, per un tempo limitato, abbiamo preso consapevolezza della nostra vulnerabilità. Ci siamo svegliati, un mattino, all’improvviso, ed abbiamo avuto paura. Ci siamo sentiti nuovamente umani, fragili, abbiamo cercato negli occhi degli altri, nelle loro espressioni, quei segni condivisi di appartenenza, di comunità. Abbiamo esorcizzato, ci abbiamo provato almeno, quella paura dell’ignoto, cantando dai balconi, mostrando striscioni ed arcobaleni. Andrà tutto bene, ci siamo ripetuti. E ci siamo convinti anche che così sarebbe stato. Quindi, ai primi segnali di rinascita, ci siamo liberati di ogni paura, abbiamo ceduto alla tentazione del vivere, siamo tornati in piazza, ci siamo divertiti, abbiamo ballato. Insomma siamo tornati a vivere. Abbiamo ceduto all’inganno della forza dell’uomo, della superiorità che manifestiamo nei confronti di noi stessi; ci siamo dimenticati della nostra fragilità. Come non poteva essere diversamente, dopo poche settimane, siamo ripiombati nell’incubo. Il nemico inesorabile, ha continuato a conquistare terreno e ci ha battuti sul campo. Si è ripreso in fretta quel poco che avevamo riconquistato. Dunque, ci è stato tolto ancora una volta il nostro spazio vitale. La bellezza dell’abbraccio, dei baci, delle risate. No, non ridiamo più. Se lo facciamo, siamo coperti da un velo di cotone che cela al mondo l’espressione più bella che ci appartiene: il sorriso. La mascherina è la nostra nuova espressione. Qualcosa nel mentre però è successo. Se prima tremavamo nel sentire i numeri dei morti quotidiani abbattuti dal nemico, poi, ed ancora oggi, ci siamo abituati al punto che neppure ci prestiamo più attenzione. Certo, la morte è parte del ciclo della vita. Siamo tornati a lavoro, abbiamo escogitato ogni artifizio possibile, sfruttando la tecnologia, frutto del nostro ingegno, ed abbiamo persino consentito ai nostri figli di tornare a scuola, da casa però. Guardiamo avanti, ed è anche giusto che sia così. Lo facciamo con l’arroganza di chi è consapevole che l’uomo può sconfiggere ogni suo nemico. Dunque a giorni arriverà il vaccino. Sarà solo un capitolo della stessa guerra, una battaglia che dovremmo ancora combattere, ma di cui già siamo certi della vittoria. Tuttavia il nemico le sue vittorie sul campo le ha già ottenute. Non solo le miglia di morti, ne abbiamo perso il conto, ma soprattutto la certezza che noi umani non abbiamo imparato la lezione. Quei sentimenti di fragilità di umanità riconquistata, è stata già smarrita. Ha ripreso il sopravvento la nostra arroganza di uomini che vincono sugli uomini. Insomma, la vinceremo certamente la battaglia sul Covid, non vi è dubbio, ma la guerra, quella dell’umanità che l’uomo dovrebbe avere, l’abbiamo persa, da troppo tempo. Auguri, dunque, Buon Natale a tutti.