Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Associazione a delinquere e corruzione, quattro arresti nel Potentino

redazione

Quattro misure cautelari agli arresti domiciliari sono state eseguite dai Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su episodi di corruzione avvenuti – secondo la Procura della Repubblica di Potenza – nell’ambito di attività amministrative a Venosa e a Melfi (Potenza). L’inchiesta portò, nel novembre del 2019, all’esecuzione di 17 misure cautelari, fra le quali alcune a carico di sindaco e assessori in carica a Venosa fino a maggio 2019, esponenti del Pd, funzionari e tecnici. Il gip di Potenza, accogliendo le richieste della Procura e riconoscendo i reati contro la pubblica amministrazione, dispose i provvedimenti cautelari ma escluse l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a quegli stessi reati. La Procura ha fatto ricorso al Tribunale del riesame di Potenza, che l’ha accolto. Di conseguenza, sono stati posti agli arresti domiciliari Antonio Lichinchi, geometra dell’ufficio tecnico di Venosa; Nicola Calabrese, funzionari dell’ufficio difesa del suolo della Regione Basilicata; l’architetto Andrea Luciano Calabrese, di Melfi; e l’ingegnere Mario De Feudis, di Venosa. Le accuse sono quelle di associazione per delinquere finalizzata al concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità; turbata libertà degli incanti; turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; falsità materiale in atti pubblici e falsità ideologica in atti pubblici commessi dal pubblico ufficiale; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L’inchiesta cominciò nel marzo 2018, con l’arresto in flagranza, per concussione, di un funzionario dell’ufficio difesa del suolo di Melfi. Attraverso intercettazione telefoniche, ambientali e con “trojan”, documenti, testimonianze e consulenze, la Procura accertò “diffuse condotte illecite”. I filoni dell’indagine sono due: il primo riguarda la gestione del Comune di Venosa fino a maggio 2019; il secondo l’attività di un indagato e dei suoi correi dell’ufficio difesa del suolo di Melfi. Proprio per questo secondo filone dell’inchiesta, il Tribunale del riesame ha riconosciuto la “gravità indiziaria” relativamente all’esistenza di un’associazione per delinquere “fra pubblici ufficiali e professionisti”, emettendo le quattro misure cautelari eseguite.

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